In the Flesh 1×03

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Brividi!

Gli inglesi hanno sempre il potere di stupire, poco da fare, e questa serie stupisce per due particolarità: A) sono solo 3 episodi, un po’ pochini, e credo (spero) ci sarà almeno una seconda serie per chiarire quelle parti di trama lasciate irrisolte al termine d questa. B) mi ero approcciato a questa serie come un telefilm sugli zombie, anche se particolare, e scopro alla fine che è una serie sulle emozioni. Il terzo e ultimo episodio della terza stagione ci fa sussultare, arrabbiare e infine commuovere, una commozione semplice ma intensa. E’ straordinario quanto si possa fare con il solo utilizzo di qualche zombie e una mente brillante. Il cervello stavolta ce lo ha messo Dominic Mitchell, showrunner britannico alla sua prima avventura…good job Dom!

Qualche decade fa un brillante ed eccentrico registra americano, George A. Romero, inventò il genere zombie basandosi sul romanzo I am Legend di Richard Matheson e sulla cultura voodoo. Romero aveva un preciso scopo in mente, che non era il mero film horror dove le persone muoiono e passano dalla parte del cattivo. George aveva creato gli zombie per rappresentare la società consumistica moderna: ne crea un calzante stereotipo in L’alba dei morti dei viventi, dove gli azzannatori popolano un centro commerciale. Il film dipingeva la razza umana “senza cervello” che si riversa nei negozi e si azzuffa per qualcosa che tutti vogliono, in questo caso la carne. Negli anni tanti hanno sfruttato l’idea di Romero per creare decine e decine di film, senza capire cosa stavano maneggiando. Lo zombie si è ridotto a un predattore che attacca la preda e la trasforma…bello sì, ma privo di significato. Dagli anni ’80 il genere ha visto il declino, fino ai film tratti dal videogioco Resident Evil che hanno riportato in auge la filmografia di genere. Ovvio che i produttori di RE non hanno mai capito la potenzialità dello zombie e gli ultimi film inguardabili ne sono la prova. Altri, però, l’hanno fatto. Inutile citare Robert Kirkmann, ideatore del fumetto The Walking Dead, che ha sfruttato gli zombie per raccontare come cambiano le persone. Poi arriva il nostro Dominic, che attraverso gli zombie “curati” ci fa vivere delle emozioni. La particolarità della serie si coglie già dalla prima puntata: l’apocalisse zombie è già finita e l’unica parte che ci viene mostrata è un flashback dello stesso Kieran. Non ci importa perché è accaduto e com’è andata, ci frega di cosa succede dopo, di quali sentimenti si può provare ad abbracciare un figlio che si credeva perduto o a quali psicosi si è disposti a cedere per preservare lo status quo. Ci parla dei vivi e dei morti che rivivono in mezzo a loro.

Puntate estremamente toccante. Se non avete ancora avuto modo di vedere questa serie, ancora inedita in Italia (semmai arriverà da noi) andate subito a scaricarla!

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1 commento su “In the Flesh 1×03”

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