Superman: Red Son

Per qualche anno ho cercato fra fumetterie e fiere questo albo della Dc, senza alcun 2032138-superman_redson3risultato utile. Poi un annetto fa la Planeta De Agostini ha abbandonato la distribuzione europea della Dc Comics, lasciando tutto in mano alla Lion, etichetta appositamente creata dalla casa editrice Rw, che ha ben pensato di ristampare con grafiche nuove e accattivanti gli imperdibili albi Dc e Vertigo (appendice della prima). Ecco così tornare nelle fumetterie alcuni grandi classici Dc, fra cui Superman Red Son, una storia fuori continuity (le migliori a parer mio) che mi ha fatto rivalutare il personaggio di Krypton. Ho sempre visto Superman come uno dei dinosauri del fumetto americano, troppo legato a quell’epoca d’ora ormai estinta, così come Capitan America sul lato Marvel: un fascistello repubblicano al servizio del potere. Certo, conoscevo Superman principalmente per i film della mia infanzia, ed essendo stato da ragazzo un lettore Marvel non mi era mai veramente capitata una storia di Superman tra le mani.

Un paio d’anni fa ho quindi comprato “La morte di Superman” in formato bibbia. Un librone nero e difficilmente trasportabile che contiene la sconfitta del kryptoniano per mano di Doomsday. Dopo averlo letto con avidità, il mio commento è stato: meh. Storia un po’ insulsa per essere la morte del supereroe più forte di sempre. Non c’è una vera trama dietro. Sto mostrone si libera da sotto terra e inizia a seminare il panico mentre si dirige non si sa dove. La JLA che cerca di fermarlo viene battuta e nello scontro con Superman si ammazzano a vicenda…bella merda. Deluso da questo primo approccio ne ho tentato un secondo con Red Son, mi piaceva l’idea che Kal El non fosse mai atterrato in Kansas, ma nella Russia staliniana, diventando così un protettore del popolo lavoratore. L’idea è buona ed è sfruttata veramente bene. Non è la solita storiella dove alla fine l’America ne esce comunque vittoriosa, ma la storia di come si sarebbe comportato il superuomo in un contesto culturale diverso. Buona l’idea del Batman terrorista kosakko, anche se poteva essere sfruttata meglio, idem per il lanterne verde mezzo pazzo. In sostanza una storia godibile, disegnata magistralmente e con alcuni colpi di scena niente male. Da avere!

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