Romics: la fiera della porchetta

IMG_8004Si capisce dal titolo che il pezzo vuole dare addosso all’organizzazione? Spero di sì, altrimenti dovrò impegnarmi di più. Che dire? Quest’anno per la prima volta il Romics ha deciso di fare un doppio appuntamento, primavera e autunno, e allora alla faccia del bel sole che c’era domenica mi ci sono fiondato subito. Sappiamo tutti che Roma non è Lucca, c’è qualche anno siderale fra le due manifestazioni, ma è sempre piacevole andare per stand a cercare fumetti e cimeli, magari fare qualche foto a qualche procace cosplayer che negli ultimi anni sono decisamente aumentate (grazie a proposito). E quindi ci si incammina via treno verso quella cattedrale nel deserto che è la Nuova Fiera di Roma, utile per quanto ne sappia solo al Romics e ai concorsi pubblici dello Stato.

Altra cosa brutta del Romics è che piena di infanti, da sempre. Vabbè io ormai mi avvio per i 30 e nonostante la concezione comune del fumetto uguale bambino, vado con vanagloria a tutte queste fiere, trovandomi ragazzini che forse per sbaglio hanno visto qualche anime su italia 1…ma vabbè, il problema non è questo. La vera pietra dello scandalo, domenica, si trovava dentro i padiglioni. Apro parantesi: il Romics ha affittato tre padiglioni della Nuova Fiera: in uno c’erano gli stand e ok, in uno c’era quello che loro chiamano area ludica e nell’ultimo i cosplayer…un padiglione completamente vuoto, fatto salve per un centinaio di sedie, per lo più a luci spente…con tutti i cosplayer sdraiati a terra sembrava più un’orgia che una gara di costumi, chiusa parentesi. Nel padiglione esposizione, invece, si potevano ammirare fumetti, action figure e gadget di ogni genere (tranne quelli del Doctor Who che cercavo io…ma vabbè), la cosa strana però era che ogni due o tre stand c’era, sicuro come la morte, una bancarella alimentare. Porchetta, noodles, waffles, fritti siciliani, caramelle, baretti, pop corn dall’odore nauseabondo…ogni tre stand ce n’era uno! Mi sembrava di essere andato alla fiera del fumetto, ma era più facile trovare un arancino col prosciutto che il maledetto numero 1 di Doubt (neanche la J-pop ce l’aveva!!). Per motivi a noi ignoti le grandi firme del fumetto hanno dato la sòla. Unica presente la J-pop, mentre latitavano Panini, Lion, Planet Manga e tutte le altre. Rassicurante lo stand della Tunuè che becco a ogni fiera e sforna sempre belle graphic novel. Nel padiglione dell’area ludica faceva sfoggio di sè un toro meccanico da luna park con accanto un tiro a segno con i fucili a piombini…la rabbia è montata in un attimo. Un Romics quello di aprile salvato solo dai tanti cosplayer che hanno animato il pratone sotto il ponte. Veramente tanti in costume, mentre nei padiglioni si storcevano i nasi. Ospiti della giornata di domenica anche Alberto Corradi e Zerocalcare, che hanno passato la giornata proni sui tavoli a disegnare per i fans.

Conculsione: una bella idea quella degli organizzatori, ma da mettere molto a posto.

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1 commento su “Romics: la fiera della porchetta”

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