Educazione siberiana – Nicolai Lilin

educazione siberianaEbbene sì, ho deciso di leggere il libro dopo aver visto il film di Salvatores…è un reato? Comunque prima di vedere il film quello che non mi attirava di questo libro era il titolo: l’educazione siberiana, pensavo fosse uno di quei romanzi con una bambina che vive in qualche posto innevato e vivesse la sua triste vita. Invece scopro, solo dopo, essere un racconto di storia vissuta dell’autore Nicolai Lilin, ormai adottata in Italia da alcuni anni. Vabbè sono stato superficiale e allora? Adesso l’ho letto…ho recuperato. Passando al libro, me lo sono divorato in tre giorni fra treno, letto e pause pranzo, anche merito del mio nuovo Kindle che mi permette di portarmi in giro di tutto e mi stimola a leggerlo con le sue maledettissime percentuali di lettura. C’è subito da dire che tra film e libro c’è una bella differenza e non capisco sinceramente se lo stesso Lilin abbiamo partecipato alla stesura della sceneggiatura oppure no. Per esigenze filmiche alcuni personaggi sono stati sovrapposti come nonno Kuzja, che nel film viene interpretato da un sempre superbo John Malkovich, mentre nel libro c’è sia nonno Kuzja (un vecchio criminale in pensione che “educa” Nicolai) che nonno Boris (suo vero nonno paterno). Altri personaggi, come lo stesso Gagarin, sono stati fuorviati e messi a fare parti che non esistono, mentre altri come è ovvio sono stati proprio omessi, anche se non capisco come si faccia ad omettere un personaggio come Mel.

In definitiva il libro è molto avvincente, soprattutto dato il fatto che è una storia vera, ma anche perché ci presenta un mondo del quale noi occidentali siamo totalmente all’oscuro: la Russia dell’Urss. Un periodo che stando alle parole dell’autore è stato un po’ una carneficina, sia nelle lotte tra bande ma anche all’interno delle carceri. Una giustizia gestita male e un alto senso del sadismo sono le caratteristiche di poliziotti e Governo che Lilin fa risaltare. Sicuramente una storia forte quella che viene raccontata, senza lasciare spazio a pietà e vittimismi: chi non segue la legge criminale è perduto. Una serie di regole ferree di comportamento e di rispetto che si applicano a chiunque non sia un poliziotto, un rappresentate del governo o un “contagiato” (la casta più bassa del mondo del criminale, dalla quale non si torna più indietro). Mentre il film ci presenta solo una micro parte del tutto, il libro racconta tante storie che aiutano il lettore a capire come si cresce in quell’ambiente ormai scomparso e come si impara la legge dalle parole degli anziani e dalla strada.

Sotto il profilo della storia il libro scorre benissimo e appassiona, unica pecca a mio parere lo stile del racconto. Il libro, infatti, sembra quasi essere scritto come se l’autore stesse facendo una chiacchierata con qualcuno e spesso raccontando una storia singola ce ne infila dentro altre 30. A volte risulta abbastanza facile perdere il filo del discorso, quando mentre racconta un fatto il protagonista passa di fronte a un quartiere e improvvisamente apre un discorso nel discorso che dura svariate pagine. In sostanza, però, un bel libro che di sicuro consiglierei a tutti quelli che vogliono avere la visione da un punto di vista diverso sul mondo e sull’infanzia, da noi caratterizzata dalla scuola e dai cartoni animati e nella Russia comunista dei siberiani dalle risse, dalle armi e dal culto religioso.

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1 commento su “Educazione siberiana – Nicolai Lilin”

  1. A me è piaciuto molto anche “Caduta Libera” il suo secondo romanzo, che racconto della sua esperienza nella guerra di Cecenia…concordo perfettamente con te quando dici dello stile di come è stato scritto e di come alle volte sia facile perdere il filo del discorso..è comunque molto bello davvero.

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