Black Mirror – season 1

blackmirror1x02_0001Con grande ritardo ho inziato a vedermi questa serie britannica e, odio ripetermi, ma gli inglesi sono fenomenali. A partire dalle puntate, tre, di circa un’ora ciascuna, completamente slegate l’una dall’altra: delle piccole storie a se stanti. Diciamoci la verità solo gli inglesi hanno il coraggio di produrre serie di tre puntate o di sei/sette, come gli gira. Un confronto può essere fatto sulla serie Behing Human, creata in inghilterra con un limite massimo di otto episodi a stagione, mentre la copia americana (inutile chiamare queste cose remake o reboot, sono copie) aveva i soliti 20epiù episodi, tanto che quando aveva finito di copiare l’inghilterra inventava…male. Ma gli americani ‘sta cosa del copia copia ce l’hanno da sempre, anche se negli ultimi anni si sta raggiungendo veramente il ridicolo. Basti pensare al film svedese Lasciami entrare, riproposto l’anno dopo in versione americana (film identici se non per l’ambientazione).

Divago, torniamo alla serie. Dicevo: gli inglesi sono fenomenali. Black Mirror si configura più che come una vera e propria serie tv, come una ricerca sociologica sull’effetto che tecnologia e mass media contemporanei hanno sulla nostra vita. Tre episodi in cui ci vengono raccontate altrettante storie di quotidianità alle prese con il virale, le new technology e la dipendenza che di questi si genere nell’essere umano. Questo il filo conduttore che unisce i racconti e ci mostra la disumanizzazione del genere umano. Nel primo racconto siamo ai giorni nostri, in inghilterra, dove la principessa viene rapita e il video di richiesta del riscatto caricato su youtube. I rapitori chiedono al Primo Ministro di apparire in pubblico il pomeriggio stesso, facendo sesso con un maiale live. Usando la rete come mezzo il messaggio si diffonde in pochi minuti e per il Governo inizia una lotta contro un nemico invisibile: internet.

Nel secondo episodio siamo catapultati in uno strano futuro, dove uno dei lavori principali è quello di creare energia pedalando su una bicicletta. Più su pedala più si guadagna, riuscendo ad acquistare cibo, film, complementi per il proprio avatar digitale, trasmissioni tv e quantaltro. Nelle camere i muri, gli specchi e le finestre sono televisori sui quali vengono trasmesse pubblicità a intervalli: per mutarli o chiuderli si deve pagare. L’unico modo di uscire è partecipare a un talent show e vincere (molto simile a X Factor).

Terza e ultima puntata dedicata alla tecnologia. Un altro futuro, ma meno distopico, in cui tutti hanno impiantato alla base della testa un cip che registra i nostri ricordi. Possiamo riguardarli, zoomare, velocizzarli o cancellarli. Da qui si genera una storia di ossessioni e tradimenti fatta di replay e minuziosi studi della mimica facciale.

Sicuramente è una serie per amanti del genere e per serie-dipendenti. Un particolare studio sulla distruzione dell’umanità attraverso i social network. I mondi proposti dai produttori della serie, se ci si sofferma un attimo, non sono così improbabili e non c’è nulla di tanto assurdo. Sono mondi “possibili”, brutti o belli che possano sembrare all’occhio dello spettatore. Un avvertimento, un pronostico o solo l’immaginazione degli scrittori? Non vedo l’ora di vedere la seconda stagione a breve.

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4 pensieri su “Black Mirror – season 1”

    1. Ho trovato tutte le storie veramente reali sotto il punto di vista dei comportamenti umani, anche se di questa stagione ho preferito la pazzia della prima puntatam stupendomi che dopo la messa in onda di questa serie nessuno abbia replicato la cosa.

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