Black Mirror – season 2

black-mirrorCome un condor che spolpa il cadavere di un povero disgraziato nel deserto, ho divorato la seconda serie di Black Mirror in breve tempo (bella metafora, eh?). Torniamo quindi alla serie made in uk di cui parlavo pochi giorni fa e che, come suo solito, ci propone tre episodi completamente slegati fra loro ma con un unico filo conduttore: new technology e new media. Lo specchio nero della nostra società contemporanea, completamente assorbita in un mondo di social paradox, un universo dove l’essere social a livello rete ci rende anti-social a livello realtà. Sono sempre più convinto che per chi, come me, ha avuto la (s)fortuna di studiare comunicazione o di lavorare nel campo della comunicazione, questa serie sia a dir poco irrinunciabile, svelandoci il lato oscuro del network e della società moderna.

Nella prima stagione gli autori ci avevano proposto tre storie molto diverse tra loro: una basata su un ricatto ai danni del Governo inglese perpetrato on line e visibile a tutti, una su un futuro distopico fatto di omologazione dove l’unicità doveva essere ritrovata nei talent show e un ultimo dove la tecnologia permetteva di ricordare e rivivere tutto ciò che ci accadeva e la domanda finale era: se volessi dimenticare? Tre storie diverse tra loro. Si passa dal thriller-grottesco, al distopico fino al dramma. Anche in questa serie la varietà dei racconti è ampia e ben articolata.

Si parte con la storia di una coppia di giovani, lei carina e pacata e lui impacciato e fissato con i social network, ambientata in un vicino futuro. La tecnologia è poco più avanzata della nostra attuale, almeno nei primi minuti della puntata. Dopo un incidente che uccide il ragazzo, la donna si dispera e si fa convincere da un’amica a provare un nuovo software on line. Il programma cerca in internet tutto quello che riguarda la persona defunta e tramite una chat ne imita le conversazioni. Lei diventa dipendente da tutto ciò e si fa convincere a passare a nuovi livelli successivi. Ma la tecnologia può riprodurre l’umanità?

Sul secondo episodio sono sinceramente un po’ interdetto. Non so che sinossi farne senza spoilerare nulla. Per rimanere un po’ sul vago possiamo dire che questo episodio è incentrato sulla morbosità contemporanea.Quella che noi italiani conosciamo grazie agli omicidi di Sara Scazzi o al disastro della Concordia. Tutte le persone che si riversano nei “luoghi della tragedia” e si fanno le foto con dietro la barca che affonda o il nome di una strada particolare. Cosa succede quindi quando anche la giustizia diventa spettacolo per il pubblico? Sinceramente credo che questo sia l’episodio più bello dei sei finora usciti.

Terzo e ultimo episodio della stagione parla di…ehm…un movimento politico con a capo un comico (in questo caso un pupazzo virtuale) che affonda le sue radici nell’antipolitica e si fa strada tra i giovani concordando le decisioni sul web. Nonostante mi venisse un po’ da ridere guardando quest’episodio, devo dire che la storia è ben fatta e dopo i primi momenti si discosta abbastanza dal caso M5S.

Purtroppo dobbiamo aspettare l’anno prossimo per vedere altri episodi di Black Mirror, ma soprattutto se faranno una terza serie, visto che per il momento non si hanno ancora notizie ufficiali e gli inglesi sono matti come cavalli. Sicuramente queste due stagioni sono state un progetto importante e innovativo, che ha svelato la faccia oscura dei nuovi media, anche se alcune controindicazioni sono abbastanza palesi: una su tutti quella del primissimo episodio (ancora non capisco perché dopo quella puntata nessuno ci abbia ancora provato). Il messaggio generale, però, sembra essere abbastanza chiaro: la tecnologia ci rende meno umani, l’essere social ci rende più individualisti.

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