Evil dead – La Casa (2013)

Per capire quanto sangue c'è in questo film, basta dire che nel finale piove sangue
Per capire quanto sangue c’è in questo film, basta dire che a una certa piove sangue

Era tanto che aspettavamo l’uscita di questo titolo nelle sale italiane e, guarda caso, è uscito proprio nel periodo della festa del cinema, quindi si è subito beccato i miei 3 euro. Perché era tanto che lo aspettavamo? Ma è ovvio: per vedere un po’ di sangue e violenza gratuita, ma soprattutto perché è il remake de La Casa (1981 – un occhio al dvd originale che tengo sulla mensola e una faccia stralunata alla scritta sotto alla custodia “preparatevi ad una crisi di nervi”…perché??) primissimo film di un giovane Sam Raimi. Un film che oltre ad aver fatto scuola, è entrato di diritto nella lista dei film cult degli anni ’80, per una serie di motivi che spiegheremo dopo. Non avete mai visto La Casa del 1981? Perché allora state ancora leggendo e non ve lo siete scaricato? Non capisco. Tornando al film, che è meglio, il remake è prodotto dallo stesso Raimi, che credo abbia messo le mani anche sulla sceneggiatura. Il sangue c’è, forse anche troppo, e devo dire che i massacri mi ricordano un po’ quelle belle pellicole horror ormai scomparse da tempo, quando i registi usavano il computer giusto per giocare a Prince of Persia. La vera pecca del film? Non c’è Bruce Campbell 😦 che appare solo per un cameo al termine dei titoli di coda. Prima di parlare di questo film, però, facciamo un po’ di storia.

Raimi e Campbell sono amici dai tempi del liceo, e da allora hanno iniziato insieme a girare film in Super8 alternandosi alla macchina da presa. Credo che sin da subito si sia capito chi avesse lo spirito dell’attore e chi del regista. Campbell non ha mai abbandonato l’amico d’infanzia e compare, anche solo in forma cameo, in quasi tutti i film di Raimi. Come guardia nel Grande e potente Oz, piccoli camei in tutti i film di Spiderman, è la faccia che indossa nel finale Darkman, ha diretto e interpretato addirittura alcuni episodi di Xena ed Hercules, prodotti dallo stesso Sam e dal fratello Ted, che recitava in Xena (Corilo). Nel 1981, dopo vari prototipi Bruce e Sam girano il primissimo Evil Dead. In Italia il titolo viene cambiato in La Casa, cosa che genererà una pazzesca confusione, quando i registi di casa nostra decidono di far uscire La Casa 3, 4 e 5 cercando di calcare il successo dei primi due di Raimi e i furboni italiani chiamano altri due film La Casa 6 e 7 per lo stesso motivo. Ovviamente a partire da La Casa 3 in poi nessuno dei film ha la minima inferenza logica con i primi due di Raimi.

La storia è molto semplice: un gruppo di amici decide di passare un week end in una casa fra i boschi, ma già dopo poche ore c’è uno strano alone su tutti loro. La botola della cantina si apre e Ash (Campbell) e Scot decidono di scenere a vedere. Lì trovano uno strano libro e un registratore. Sul nastro sono incise le parole di un archeologo, che spiega che il libro in questione è il “Necronomicon ex mortis”, in grado di risvegliare i morti e i demoni. L’archeologo legge ad alta voce sul nastro le parole del libro e scatena l’inferno.

Bei ricordi
Bei ricordi (La Casa 2)

Anni dopo Raimi e Campbell decidono di riprendere in mano il vecchio progetto e creare una piccola serie su La Casa, qualcosa che sia horror/splatter ma anche grottesca. La Casa è un film realizzato con poco budget, ma è praticamente perfetto. Ha un solo difetto: il finale non permette un altro episodio che non sia uguale. I due allora decidono di girare La Casa 2 (1987) che è praticamente un remake del primo dall’aria più grottesca. Stavolta ci sono solo Ash e la sua fidanzata nella baita. Ash trova il solito libro con il registratore e fa partire nuovamente l’inferno in terra. La donna viene posseduta e cerca di ucciderle il ragazzo, che si salva, ma viene egli stesso invaso dal demone, ma rinviene con l’arrivo del giorno. Il giorno dopo nella casa arriva la figlia dell’archeologo con un amico e due zoticoni che gli hanno fatto da guida. Preso per l’uomo che ha ucciso il professore, Ash viene rinchiuso e il nastro viene fatto ripartire. Lo scontro ha inizio di nuovo.

Nell’ultimo capitolo della saga, L’armata delle Tenebre (1993), Ash viene spedito nel medioevo con un fucile a canne mozze, la sua auto e la motosega che si è piantato al posto della mano recisa. Ash dovrà ancora una volta sconfiggere il male per tornare al suo tempo. Forse il più bel capitolo dei tre, che ha segnato la mia infanzia.

Segamenti a confronto (1987 - 2013)
Segamenti a confronto (1987 – 2013)

Il film del 2013 si prefigura come un mix tra il primo e il secondo, ma senza grottesco, solo puro horro/splatter. Il film parte con un prologo di cinque minuti in cui una ragazza fugge nel bosco, ma viene catturata da due villici. Si ritrova legata a un palo, con il padre che la cosparge di benzina e una vecchia che prega. Si scopre che la ragazza non è la vittima, ma è posseduta e per liberarla il padre le da fuoco. Ecco, questo prologo è stato del tutto inutile. I protagonisti sono cinque giovani che si ritrovano in questa baita fatiscente per aiutare Mia con i suoi problemi di droga. Come sempre trovano il libro rilegato in pelle umana (ma senza faccia stavolta e senza registratore). Il cervellone inizia ad analizzarlo e recita le parole che risvegliano il demone (che non sono Klaatu Barada Nikto se ve lo state chiedendo, peccato), che si impossessa di Mia. Parte il dissanguamento.

Faccette demoniache a confronto
Faccette demoniache a confronto (1981 – 2013)

Il remake è ben fatto, anche se si discota dalle atmosfere trash ed entra in un horror più adulto. Non mettiamoci a discutere su tutto il sangue che perdono i protagonisti, perché un uomo normale non può sopravvivere a tutti quei tagli e smembramenti. Il sosia di Kurt Cobain si prende una pugnalata, una siringa nell’occhio, svariati chiodi sparati in tutto il corpo, diverse sprangate su braccia e testa e sta ancora in piedi…incroyable! Il film, però, sembra più un omaggio che un remake. All’inizio del film la protagonista è seduta di fronte alla baita, su una vecchia auto coperta di rovi: è la stessa auto di Ash nel film (nonché mi

Doppia citazione: l'auto di Ash e la felpa del Micchigan State
Doppia citazione: l’auto di Ash e la felpa del Micchigan State

comunicano dalla regia l’auto che Sam Raimi aveva a 21 anni ed ha usato per girare il film). La casa, anche, è uguale e accanto alla botola c’è una lunga strisciata di sangue. Questi due elementi mi hanno fatto quasi credere che il film più che un remake volesse essere un seguito, magari ambientato svariati anni dopo le vicende di Ash. C’è ovviamente il taglio della mano che marcisce dopo essere stata posseduta. C’è la testolina  indemoniata che spunta dalla botola (incatenata come sull’originale). E ovviamente c’è il demone che arriva fino alla baita come un veloce piano sequenza nel bosco.

Qualcuno, me compreso, dice che dopo Cabin in the wood film del genere non hanno senso. Beh è abbastanza vero, ma questo è un discorso che magari affronteremo in un secondo momento. Rimango comunque dell’idea che questo film, se si è amanti dell’horror e del ciclo de La Casa, vada assolutamente visto. Se non avete visto i tre film precedentemente citati, guardatelo lo stesso, ma dopo dovete vedervi anche gli altri…e questo è un obbligo, non un consiglio.

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