10 libri che hanno reso la mia vita degna di essere vissuta

libriE’ da qualche giorno che penso di fare qualche top ten di qualcosa. Serie tv, film, fumetti…poi ho optato per i libri, o almeno di cominciare con i libri. Immagino quanto poco possa fregarvi dei miei 10 libri preferiti, ma magari qualcuno può trovare qualche spunto, o darlo a me. Ho deciso di iniziare con i libri per due motivi: 1 fa tanto intellettuale alternativo (e io ci campo co ‘sti stereotipi…oggi dico cose a vanvera) e 2 fra tutta l’arte di cui ho deciso di parlare in questo blog, è sicuramente la più antica e madre di tutte le altre (sì, anche le serie tv sono arte, almeno alcune). Il problema è che non sono un grande lettore, anche se per gli standard del Paese rientro in quella fascia, denominata “più di cinque libri l’anno”. Giusto il mio nuovo amico Kindle sta dando una svolta alla mia vita letteraria, fatta di pochi libri l’anno…anche perché costano uno boato! Ma veniamo alla classifica, partendo con il numero 10.

10. Frankestein – Mary Shelley

Inutile parlare della trama di questo libro, visto che la conoscono praticamente tutti. Le cose, però, che mi hanno incuriosito di questo libro sono essenzialmente due. 1) la storia che c’è dietro il libro. Il libro è stato iniziato nel 1816 in un piovoso maggio a Ginevra, dove l’autrice con il marito passano un soggiorno a casa di Lord Byron e, costretti in casa, si sfidano a scrivere una storia dell’orrore in 24 ore. Presa dai discorsi che si facevano in quelle sere sul darwinismo e il galvinismo, Mary scrive una prima bozza di Frankenstein, che il marito spinge a sviluppare nei due anni successivi. Un libro nato per caso, che racchiude tutta la poesia di una donna. 2) Le differenze tra i vari film e il libro, che ci fa vedere il mostro non come una macchina assassina senza cervello, ma come qualcosa di nuovo che non capisce la sua natura, abbandonato dal padre/creatore, che vaga senza meta alla ricerca di vendetta e di conoscenza.

9. Il giovane Holden – J.D.Salinger

Un romanzo che è quasi una tappa obbligatoria quando si hanno dai 14 ai 16 anni. E proprio in quegli anni deve essere letto, forse non oltre. Anche questa storia famosissima. La storia di Holden Caufield, ragazzo 16enne lavativo e impulsivo. La storia di alcuni giorni della sua vita. Vediamo Holden appena dopo essere stato espulso da un college e lo lasciamo al termine del libro che sono passati appena tre giorni. Una storia di gioventù, velata ribellione e di un mondo che, per quanto uno si ostini, non vuole smettere di cambiare e mutare. Vecchi amici persi nella nebbia del tempo. Alla fine cresciamo tutti, volenti o meno. Una storia, ripeto, che va letta nel momento giusto per essere capita e assimilata appieno.

8. Battle Royal – Koushun Takami

Un libro dal quale è stato tratto un manga e due lungometraggi (ma solo il primo fedele). Un libro che, nella migliore tradizione nipponica, sconvolge completamente gli elementi di bene e male. I giapponesi hanno questa incredibile capacità di estraniarsi dal buon senso per giungere a rivelazioni che a noi non verrebbero mai in mente. Storia piuttosto semplice: il Giappone è sotto dittatura e il Governo militare ha indetto il Battle Royal. Ogni anno una classe delle superiori viene presa e portata in un luogo segreto per “giocare”. Scopo del gioco: l’ultimo che rimane vivo vince! Una ventina di ragazzi viene scaricato su un’isola, vengono armati e mandati allo sbando. Un’intensa storia di relazioni e coraggio come solo i giapponesi riescono ormai a fare.

7. Word War Z – Max Brooks

Da grande fan degli zombie, non potevo non citare almeno un libro che parlasse di morti viventi (infatti ne ho messi 2). Questo l’ho trovato per caso l’anno scorso a la fu Melbook di Roma. Un libro interessante (da cui è stato tratto un film in uscita a breve) che racconta l’apocalisse zombie in una maniera del tutto nuova: a guerra finita. L’autore, infatti, dall’introduzione alla fine si immerge nei panni di un reporter dell’Onu che intervista i sopravvisuti. Dalla Cina, all’America, al Giappone, fino al Sud Africa le testimonianze di chi è sopravvissuto all’anno più difficile per il genere umano. Dalla comparsa del virus, alle soluzione per la sopravvivenza più disparate. Non la solita storia del gruppetto che cerca di non essere mangiato. Ma storie divise che raccontano un’esperienza comune. Veramente interessante…non credo che il film possa arrivare a fare tanto.

6. Il Singore degli Anelli – J.R.R.Tolkien

Non sei ammesso negli ambienti nerd se non l’hai letto. Io, alla faccia degli altri nerd, l’ho letto due volte. Tutti hanno visto i film abbastanza pietosi, quindi non vi sto a raccontare di che parla. Tolkien dal nulla crea un mondo, ma non solo un’ambientazione fantasy, un intero mondo con un passato dettagliato. All’interno delle appendici è descritto il linguaggio elfico e il suo alfabeto, le casate dei Re e la storia avvenuta prima di quella narrata nel romanzo. Geniale! Se non bastasse questo, l’intera storia è eccezionale. Guerre, fughe, lotte con se stessi e sacrificio dominano la lettura. La prima volta che l’ho letto, ricordo, avevo comprato il cd Pennybridge Pioneer dei Millencolin, che ascoltavo mentre leggevo, e ogni volta che lo risento mi tornano in mente le battaglie che mi ero immaginato nella testa.

5. Breathers – S.G.Browne

Secondo libro di zombie in classifica, sempre a causa della sua particolarità: la storia è vista dagli occhi di uno zombie. Come in una storia di Ray Bradbury, gli umani tornano in vita dalla morte con una coscienza e sapendo di essere morti. Non capita a tutti, solo ad alcuni. Non sono molto ben visti dai vivi, ma neanche uccisi (se non per divertimento dai teppisti). E quindi come vive uno zombie? Nello scantinato dei suoi, bevendo vino e flaconi di shampoo che contengono formaldeide e gli permettono di rallentare la decomposizione. Ma che succede se uno zombie mangia la carne di un vivente, o Breathers? Che succede se uno zombie si innamora di una sua simile?

4. Fight Club – Chuck Palaniuk

C’è da parlarne? Vi devo dire la trama? Meglio di no, la conoscete già. Ho scoperto Palaniuk grazie a questo libro e questo libro grazie all’omonimo film. Lasciatevelo dire: Palaniuk è un genio! E’ uno dei migliori autori in vita: crudo, spietato, con dei colpi di scena che ti fanno stramazzare al suolo. Ogni libro che leggo di quest’autore è un colpo al cuore. Una scrittura dinamica e veloce, unita a una spietatezza nella descrizioni di particolari e a un amore viscierale per i personaggi sub-urbani di un’America impazzita. Genio, genio, genio!

3. Guida galattica per autostoppisti (saga) – Douglas Adams

Se il Signore degli Anelli serve per entrare tra i nerd, questa saga serve per il privè. Una serie di storie su Arthur Dent, noioso ragazzo inglese, che si ritrova a vagare per l’universo di avventura in avventura. Andando anche avanti e indietro nel tempo. Il film tratto dal primo romanzo si discostava parecchio dal libro, per quanto carino. Ogni storia è infarcita di mistero, risate e rivelazioni. La mente di Douglas è un vulcano, tanto che in Inghilterra ha scritto anche qualche puntata della serie classica del Doctor Who e si festeggia un giorno in sue onore portando tutti al collo un asciugamano. L’isola della nebbia ogni tanto sforna qualche super genio e Adams è uno di loro. 42!

2. La fattoria degli animali – George Orwell

1984 è stupendo, ma questo libro a parer mio è eccezionale. Nel mondo distopico di 1984 Orwell descrive la privazione e la cattiveria generata dalla tirrania, in questo libro, invece, attraverso metafore e similitudine ci da un’idea irriverente e denigratoria della dittatura, soprattutto quella Comunista. Orwell, si badi bene, odia il Comunismo come il Fascismo e li combatte entrambi (per qualche anno anche fisicamente). Il paragonare i leader comunisti ai maiali, gli stakanov a dei cavalli e il popolo in pecore e altri animali da cortile, non ha paragoni. Una storia che sembra una favoletta per bambini, ma che in realtà è la cruda ed essenziale realtà: tutti gli animali sono uguali, alcuni sono più uguali degli altri.

1. Il piccolo principe – Antoine de Saint-Exupéry

Poco da dire su questo libro dalla trama semplicissima e leggibile in 30 minuti. E’ una guida alla vita: un manale d’istruzioni per amare, per scoprire e per piangere. Momenti di rara bellezza e poesia. Pur presentandosi come un libro per bambini (l’ho letto per la prima volta alle elementari non capendo nulla), questo libro merita di essere riscoperto in età adulta. I messaggi e la poesia che ci trasmette sono comprensibili solo con la giusta maturità mentale. Se non l’avete mai letto dovete farlo, se l’avete già letto ma ve lo siete dimenticati dovete rileggerlo, se ve lo ricordate bene e, come me, avete colto la poesi in quelle poche pagine, allora portatevela sempre dietro e imparate dalla lezione del Piccolo Principe.

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