Invisible monsters – Chuck Palahniuk

La copertina italiana, l'unica che rende poco l'idea
La copertina italiana, l’unica che rende poco l’idea

Parlavo di Palahniuk proprio un paio di post fa e di come abbia conosciuto quest’autore tramite Fight Club, il film con Norton e Pitt che ha segnato la mia crescita. Dopo aver letto Fight Club, devo dire che questo autore mi ha veramente preso. La storia di Fight Club la conosciamo tutti, inutile dire nulla, ma il modo di scrivere di Palahniuk mi ha subito colpito. Così crudo, cinico e spietato che sembrava quasi mandare a cagare tutti quelli che avessero scritto un libro prima di lui. Uno stile veramente unico, che ancora oggi si fatica a trovare in uno scrittore. Palahniuk non sembra curarsi della forma stilistica, ma è come se ti entrasse in testa e ti facesse vedere quello che scansi con gli occhi. I personaggi dei suoi libri non sono mai dei borghesi raffinati o dei giovani ribelli o ancora dei ragazzi che scoprono il mondo durante un viaggio. La banalità è abolita dalle sue storie. Palahniuk scava nell’America suburbana e sceglie dal mazzo i personaggi più disturbati, con un’infanzia disastrata e un muro di mattoni al posto del futuro.

Prima di leggere questo Invisible monsters, infatti, avevo già incontrato i personaggi di Palahiuk in altri suoi libri, come l’ansiogeno Soffocare o il disturbante Ninna nanna. Ma i libri di Palahniuk hanno molto in comune tra loro. In primis lo stile inconfondibile, ma anche nelle storie c’è qualcosa di simile. Tutti i personaggi di Palahniuk sono persone essenzialmente sole, che vagano per gli USA in cerca di nulla, sperando quasi di perdersi e non essere più trovati. Anche Invisibile monsters rispecchia queste caratteristiche. Protagonista del libro è Shannon McFarland, bellissima modella americana, che all’inizio del romanzo subisce uno strano incidente: mentre sta guidando viene colpita da un proiettile che le distrugge la mascella e la rende un mostro per sempre. La Shannon prima dell’incidente era fidanzata con Manus un bellissimo poliziotto, aveva la sua amica del cuore modella Evie e quando tornava a casa dai genitori, viveva con l’eterno incubo del fratello morto Shane, che riusciva a rubargli l’attenzione anche se non c’era più. La nuova Shannon decide di cambiare tutto e di partire per un viaggio con la Principessa Brandy Alexander e lo strano Ellis Island, alias Alfa Romeo, alias…

Nel suo viaggio fantastico Palahniuk non si risparmia le tematiche forti: la vendetta, l’ossessione per la bellezza, l’omossessualità, l’abuso di medicinali e lo spietato mondo della moda. Il libro comincia con la pate finale, e da lì in poi l’autore inizia una serie balzi temporali avanti e indietro che ci porteranno a ripercorrere la vita di Shannon e i suoi disagi. Le domande che ci facciamo durante la lettura sono tante e per ognuna di esse Palahniuk ha organizzato un cliffahanger assurdo nascosto dietro una delle tante pagine del libro.

Come sempre un grande Palahniuk. Un autore che non mi ha mai deluso (forse un po’ con Rabbia, dove ha provato a cambiare stile narrativo) e di cui al più presto devo leggere qualcos’altro. Palanhiuk, infatti, sforna libri con una velocità incredibile (quasi uno l’anno) e non ce la faccio veramente a stargli dietro, anche perché dovrò pur spezzare un po’.

Ultimi consigli ai lettori che visitano ogni tanto il blog (grazie): Vi sentite brutti? Leggete questo libro. Vi sentite belli? Leggete questo libro. State pensando di cambiare sesso? Leggete questo libro? Volete una storia con colpi di scena, misteri e una scrittura ruvida e coincisa? Questo è il vostro libro.

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14 pensieri riguardo “Invisible monsters – Chuck Palahniuk”

      1. Ma quello con Charlize Theron del 2010? Non so se quel film sia tratto da questo libro, però. Girando on line ho visto che un adattamento cinematografico per Invisible monsters è in attesa per il 2014

      2. In realtà wikipedia mi informa che quel film è tratto dalla storia vera di Aileen Wuornos, una donna che è stata condannata per l’omicidio di 7 uomini (alla faccia!) 😀
        Comunque il libro se puoi leggilo perché è molto bello e Palahniuk da sempre tante soddisfazioni 🙂

  1. E’ il primo libro che io abbia mai letto di Palahniuk; da fan sfegatata di Welsh, pensavo potesse essermi congeniale come tematiche e stile. Non mi è dispiaciuto, ma mi ha un po’ deluso (nella mia recensione sul blog spiego dettagliatamente perchè). Subito dopo ho letto “Diary” e quello, forse, mi è piaciuto di più.
    Un consiglio su quale libro di Palahniuk leggere come terzo? 😉

    Madame Freida

      1. Grazie mille! 🙂
        Diary te lo consiglio, l’ho trovato godibile una volta che si sia accettato di credere a qualunque cosa Chuck propini. Ha poi una retorica dell’arte indubbiamente affascinante.
        Leggerò quelli che mi hai proposto! 😉

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