Falling Skies

imagesCome rovinare una bella idea per una serie tv? Beh, per sapere la risposta vi basta guardare la prima stagione di Falling Skies. Riesco già a immaginarmi il facepalm di quello che ha scritto il soggetto della serie e che poi l’ha dovuta vedere realizzata in questa maniera (sperando siano persone diverse, altrimenti è inconcepibile). Falling Skies parte da un semplice presupposto che viene spiegato nei primi momenti della premiere. Una razza aliena arriva sulla terra, gli Skitters. Vengono accolti con tutti gli onori, ma gli Skitters vengono per conquistare. Sterminano il 90% della popolazione mondiale (anche se non sembra) e gli umani rimasti entrano nella Resistenza per riprendersi il pianeta. Inizialmente abbiamo solo due nemici: gli Skitters, alieni con sei zampe, tipo dei ragnoni con le braccia e una faccia in stile Alien, e i Mech, robottoni bipedi. 

Questa serie copia a piene mani da altre serie tv e da altri film, è palese. Già solo gli Skitters ricordano alieni visti al cinema mille volte, mentre i Mec sono lo stadio successivo dell’ED209 di Robocop. La serie esce quasi in contemporanea con un’altra che affronta più o meno gli stessi argomenti, The Walking Dead, ma la imita malamente. Possiamo ritrovare tracce di Visitors e di Battlestar Galactica nella trama. Insomma, un’accozzaglia riuscita male. Le somiglianze maggiori sono con Twd, ma se qualcuno critica la serie di Kirkman perché a volte sputtana le reazioni umane (non sono fra i detratori di The Walking Dead, comunque), Falling Skies veramente le supera tutte.

L’unico punto a favore di questa serie sono le scene d’azione. Ben girate, ben fatte e ben organizzate, peccato durino pochissimo e siano sostanzialmente una a episodio. Se avessero fatto una serie di guerra con tutte scene così, sarebbe stato ottimo. Purtroppo hanno voluto imitare Twd e fare una serie sulle reazioni umane alle crisi irreversibili, invece degli zombie però ci sono gli alieni. Ma il bello degli zombie è che se muori diventi uno di loro, ingrossando le loro fila. Gli alieni non hanno questa astuzia…ma ecco la genialata: inseriamo che gli alieni ti mettono un impianto sulla schiena che ti fa diventare loro schiavo…geniale, ora è proprio Twd.

Il gruppo di sopravvissuti è notevolmente più grande di quello di Twd, parliamo di mini gruppi di 300 persone (la sola Boston ne conta 10), sparsi per la periferia perché, udite udite, gli alieni hanno “sensori per rivelare raggruppamenti superiori alle 500 unità”…cioè volano per lo spazio e hanno armi assurde, ma non hanno mai inventato il rilevatore di calore. Ma la cosa divertente è che non tutti i 300 sono combattenti della Resistenza, solo alcuni. Gli altri sono bambini, medici, insegnanti, gente che non fa un cavolo tutto il giorno e così via. Tant’è che in pieno giorno i bambini se ne stanno fuori dal rifugio a giocare a pallone…ma scherziamo? Spesso Carl di Twd mi ha dato fastidio, ma almeno ha un minimo di intelligenza.

Gli attori non sono male e come sempre se ci devono essere delle sopravvissute donne, facciamo almeno in modo che siano delle belle gnocche, il problema sta nella scrittura dei personaggi, a volte insulsi e che spesso si contraddicono. Tom Mason (protagonista) è un ex professore di storia, mentre ora è il secondo in comando della seconda Massachusetts. Ha tre figli, di cui uno rapito dagli alieni, uno che combatte con lui e uno che rompe le palle costantemente. La prima domanda che una persona normale si pone è: perché un ex professore di storia è il secondo in comando di un plotone pieno di militari e ex poliziotti? Bah, non lo sapremmo mai. Perché il figlio più piccolo non può usare le armi? Fategli imparare a difendersi, cristo, siamo in guerra! Più che una guerra, però, sembra una scampagnata con fucili a spalla, ma tralasciamo. Poi c’è Rick, uno dei ragazzi a cui è stato rimosso l’impianto. Sin dal risveglio si capisce benissimo che c’è qualcosa che non va. Perché nessuno lo sorveglia? Lo dice esplicitamente che vuole tornare dagli alieni, ma nessuno se lo incula. Poi si pente, si fa un piantarello con Mason ed è tutto ok. Ma ha rivelato la vostra posizione, come fa a essere tutto ok? Il primo in comando Weaver passa da scorbutico e guerrafondaio a pacato e gentile e nuovamente a guerrafondaio, il tutto nel giro di 3 puntate.

C’è altro? Ah, la gente che si dimentica. Mason è un professore di storia, ma quando la racconta si dimentica particolari abbastanza rilevanti. Come quando racconta che nella Londra dei raid gli inglesi si chiudevano nei buker, dimenticando di dire che oscuravano le finestre per non far passare la luce. Così quando loro sono in un capannone a nascondersi accendono una candela, che si vede benissimo da fuori, ma gli alieni fanno finta di nulla. Gli stessi alieni si scordano spesso di avere delle navicelle per fare ricognizioni aeree, e quando ci sono sopra si scordano di guardare in basso.
Alcuni personaggi sono anche visivamente fatti male. Mason e gli altri sono costantemente con vestiti sporchi e con la barba, perché l’acqua non può essere sprecata. Poi ti arriva un dottore al campo che sembra appena uscito dal barbiere. Una faccia così liscia e incremata neanche le donne della stessa serie tv ce l’hanno.

In conclusione. Falling Skies è una bella idea, ma è scritta male, è noiosa e non ha carisma. Ogni 10 minuti mi viene voglia di mettere pausa e fumarmi una sigaretta. La serie è stata rinnovata per una seconda stagione, che mi dicono essere noiosa quanto la prima. Nonostante il finale della prima mi abbia incuriosito, dubito che mi arrischierò a vederla, perché una serie che parla di guerra che punta sul buonismo e le relazioni famigliari in stile Famiglia Bradford, non ha senso di esistere.

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5 pensieri su “Falling Skies”

  1. Serie che rasenta l’inguardabilita’
    Impossibile terminarla, l’ho abbandonata a metà..fatto raro per uno come me ke ha visto moltissime serie terminandole quasi tutte.

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