le fanfiction, lo ship e l’armadio

Riassunto grafico di tutto l'articolo. Fonte: Fuminchia
Riassunto grafico di tutto l’articolo. Fonte: Fuminchia

Ve li ricordate i nerds di una volta? Quelli de La rivincita dei Nerds, per fare un esempio. A cavallo fra gli ’80 e i ’90 il nerdus maximum vive relegato nella sua stanza, ha un aspetto trasandato, occhialoni con montatura enorme, denti sporgenti e vestiti da mettere paura. Almeno questo è lo stereotipo che è arrivato fino a noi del classico secchione americano, sempre davanti al suo pc con ms dos o con altri nerds a darsi battaglia, immergendosi nel mondo immaginario di D&D. Nel 2000 però i nerds sono cambiati, passando da strato sociale fuori moda ed emarginato, a gruppo socialmente accettato, anche se comunque schernito. Il nerd 2.0 si colloca a metà tra un nerd e un hipster. Vestiti più alla moda o comunque simpatiche magliette con riferimenti a videogiochi, film e altro, occhiali più armoniosi, giochi di ruolo più evoluti (vedi sotto la voce WoW) e vita sociale più frenetica, grazie a un nuovo status sociale e all’ingresso nel mondo dei social network, capaci di unire frotte di nerd sotto la stessa bandiera. I vecchi nerds a questo punto si sono un po’ risentiti. “Ma come, noi si è fatta un’adolescenza di inferno per coltivare i nostri piaceri e questi arrivano belli freschi e si definiscono nerd?? Col cavolo!”. E giù battaglie su battaglie mediatiche per dire cosa è un nerd e cosa non lo è. “Se c’hai la ragazza non sei nerd”, “Se non hai mai giocato a Zelda come fai a definirti nerd?” e via discorrendo. Il nuovo popolo, stanco e stremato dalle infinite lotte, ha quindi deciso che data la rottura di palle avrebbero cambiato nome, visto che nerd (come recita il sottotitolo di questo blog) è troppo mainstream. Nasce così il movimento geek, che al contrario della parola nerd non è un insulto. Questo nuovo status sociale, però, ha avuto sì delle conseguenze positive per i geek (ora socialmente accettati) ma anche negative. Il fatto che geek non sia più un insulto ha attirato nelle sue fila persone dai gusti e dall’intelligenza dubbi. Forse si sta creando una nuova sotto casta di persone, che si allontano ancora un po’ dal nerd per avvicinarsi a qualcosa di diverso, ma che rimangono sempre nella stessa area. E visto che i geek sono stati presi a male parole dai vecchi nerd, non vedo perché questa nuova sotto casta non debba essere presa a male parole dai geek. Ci si riferisce ovviamente al popolo dei fanfictioner.

I più arguti di voi si staranno chiedendo “ma che cazzo è un fanfictioner? Si mangia?”. Invece no, i (o meglio le) fanfictioner sono strani esseri che vanno dai 13 ai 20 anni e che si sentono in diritto di prendere una storia tratta da un fumetto, un manga o una serie tv e stravolgere, spesso per creare legami amorosi inesistenti fra due o più personaggi. “Ma sono le stesse che hanno invaso i cinema per vedere la saga di Twilight e facevano gli schieramenti per quello peloso e quello che brillava?” Eh…con tutta probabilità sì. Ma il pericolo è grave e reale, perché finché ci si limitava a Twilight a noi non ce ne poteva fregare di meno, non avremmo mai saputo della loro esistenza e i nostri capelli sarebbero ancora tutti in testa (sì, sto accusando sta cosa della mia mancanza di capelli). Invece no. Subdolamente sono arrivati fino alle porte del mondo geek e hanno preso in prestito i loro personaggi. E così nascono una infinita serie di storie amorose tra Sherlock Holmes e John Watson, tra il Dottore e Jack Harkness e tra Capitan America e Thor. E se gli dici qualcosa ti accusano di omofobia, così senza chiedere, senza lasciarti spiegare che non è perché ti fanno diventare gay dei personaggi che ti sei incazzato, ma perché le storie che scrivono oltre a essere brutte, smielate e senza senso, sconvolgono tutta una storia scritta con cura da gente che ci capisce. Ma insomma, se eravate così brave a scrivere ‘ste fregnacce ci stavate voi al posto di Steven Moffat o di Brian Bendis.
Una pratica che gli addetti ai lavori chiamano “shippare”. Un termine che ho conosciuto solo oggi grazie a una ragazza su un gruppo facebook, alla quale ho confessato che sono dovuto ricorrere al googolaggio per capire che diavolo fosse…cosa che mi ha fatto sentire abbastanza vecchio. Ma da lì si è aperto un mondo (un armadio appunto) fatto di termini quali canon, fanon, etero e omo per identificare il modello delle storie raccontate malamente su vari socialnetwork, come l’ormai odiatissimo da molti EFP, che racchiude fanfiction e storie originali (forse quelle decenti, ma non ho controllato) partorite con l’intento di mandare di traverso il lavoro di sceneggiatori veri.

Che poi…uno non vuole passare per omofobo, quale non sono, ma perché c’è tutta sta passione per i gay da parte delle giovani ragazze di oggi? Queste fanfiction sono solo l’ultimo passo in avanti di un percorso partito anni fa con gli Yaoi (manga omo giapponesi), e sempre di più mi domando perché? Che succede dentro quelle testoline? Mah.

Ormai non sono il solo ad essersi reso conto del pericolo e altri in rete stanno denunciando la cosa. Tipo la pagina facebook Fuminchia, che unisce fumetti a bimbeminchia (un neologismo che quando giocavo a WoW usavo almeno una volta al giorno). Anche sui gruppi facebook si chiede l’abolizione di questa sotto casta sociale. “Che vadano al lazzaretto” gridano alcuni, “Creiamo campi di lavoro” rispondono altri. La situazione è grave, ci serve l’aiuto di tutti.

PS: L’articolo vuole essere, ovviamente, ironico e sebbene quelli come me provino effettivamente odio profondo contro le fanfiction, ci guardiamo bene dal leggerle e facciamo finta che non esistano, per non turbare lo status quo e i nostri nervi. Scrivo questo per evitare di essere mediaticamente linciato, quando il mio unico scopo è solo di fare della sana e costruttiva presa per i fondelli.

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7 pensieri su “le fanfiction, lo ship e l’armadio”

  1. Purtroppo le hanno fatte sia con Dean e Castiel di Supernatural “Destiel” e Derek e Stiles di Teen Wolf, odiosi al massimo proprio!

  2. Beh, io sono una fan delle fanfiction, delle ship e di tutto questo pazzo mondo… non scrivo perché ritengo questo articolo un’offesa, sia chiaro, ma solo per dire che io stessa ho visto il peggio di questa moda, di gente che scrive in una lingua, che è tutto, fuorché italiano, di trame che non hanno alcun senso, di ship improbabili e fenomeni incomprensibili…
    Ma non sono solo le adolescenti ad addentrarsi in questo mondo, non è il desiderio di stravolgere una storia, né tanto meno di rovinare i capolavori che citavi e non solo, a far “parlare” le fanfictioners…
    Il “Destiel”, lo “Sterek”, così come il “Johnlock”, il “Merthur” o l'”AragornxLegolas”, per citare veri capolavori della letteratura ed i fenomeni citati o comunque più importanti delle serie tv odierne, non vogliono stravolgere il libro o il telefilm come voi credete… o non lo fanno tutti.
    Da premettere che molte fanfiction sono su personaggi etero e descritti come tali, la passione per una ship non implica una denigrazione del fenomeno originale.
    Non si mette in dubbio il capolavoro di Tolkien, che ha creato un fandom, con il suo testo originale, che non ha eguali… non si mette in dubbio la potenza del ciclo arturiano, né il lavoro di Conan Doyle… semplicemente si immaginano dei momenti alternativi e gli si da voce tramite una fanfiction, a volte nemmeno così spiacevole da leggere e che è comunque facilissimo evitare…

    Io amo le fanfiction, ma amo i telefilm, i libri e gli anime, quindi resto consapevole della storia originale e di ciò che mi ha trasmesso e cerco, se ci sono, fanfiction scritte bene che possano interessarmi, senza rovinare il lavoro originale…
    E’ purtroppo vero che oggi ogni fandom è infestato… è ininfluente saper scrivere italiano, è ininfluente capire il carattere di un personaggio, è ininfluente attenersi al buon gusto, ma a lungo andare si trova anche qualcosa che vale la pena leggere…

    1. Il problema, forse, come dici te è il “lungo andare”, ovvero poche cose buone nascoste in un mare di schifezze. Ovvio che fare di tutta l’erba un fascio è sempre sbagliato, ma quello che si evince leggendo qua e là qualche fanfiction a casaccio è, spesso e volentieri, il vuoto mentale di certe adolescenti.
      Da parte mia, infine, credo sia molto più utile e appagante per chi vuole scrivere una storia, crearne una propria: se ci sono delle buone idee alle base non si sbaglia mai. Ovvio che l’ispirazione può esserci, ma non vedo il bello di prendere una storia e dei personaggi già creati da altri e inventare storie che spesso sconvolgono il carattere stesso di quei personaggi.

  3. Io leggevo fanfiction all’inizio degli anni 2000, ai tempi delle medie, ma sono abbastanza sicura che il fenomeno risalga almeno agli anni ’80. Ho chiesto anch’io a google il significato di ship, OOC e altre sigle, ho cercato pure bromance!, e ho letto che molti termini sono vecchi quanto star trek. Una sottocultura nerd totalmente sommersa. Ho solo una vaga* idea di cosa sia diventato il fenomeno oggi, però non posso non difendere il principio delle fanfiction.
    Al massimo mi scaglio contro internet, che mette in circolazione materiale di gente che sa scrivere e di gente al livello “lista della spesa”. Però ragazzi, internet ha sdoganato pure il porno di infima qualità, e non è che stiamo qui a farne un dramma… A parte gli scherzi, immaginare e scrivere storie su personaggi noti, è in teoria un tributo alla serie originale, si tratta di storie senza nessuna pretesa di sovvertire la serie: sapete bene che gli sceneggiatori/scrittori lasciano sempre buchi e ambiguità perché i fruitori li riempiano (a parte tolkien che ci ha lasciato le appendici per non farci mancare niente, e george lucas che non vorremmo commentare), e poi i personaggi a un certo punto vivono di vita propria. Chi è che alle elementari non ha mai immaginato che superman arrivasse a scuola e ci ha creato una trama? Per fare un esempio… certo ci sono anche le storie surreali, i what if, ma sono innocui.
    Spero e credo che le improbabili storie d’amore gay non siano tutto ciò che viene scritto.
    Certamente vedersi i vendicatori ridotti a dildo ambulanti per sfogare gli ormoni adolescenziali delle ragazze non fa piacere, però ricordate sempre che per voi c’è e c’è sempre stato il porno. Io cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno e mi sembra sia pur sempre un miglioramento rispetto a quando fantasticavano sul principe azzurro, non so.

    Per le serie più mainstream comunque, tipo merthur e johnlock (ma come parlo?!) i primi da incolpare sono gli sceneggiatori, che spingono l’ambiguità allo scopo di provocare il fandom. Io personalmente sono una fan delle bromance come amicizie e di mary watson, però se mrs hudson dopo due anni è ancora convinta che sherlock e john siano una coppia, e se l’identità sessuale di sherlock è volutamente ambigua dalla prima puntata, non posso lamentarmi di johnlock, no?
    E vogliamo aprire una parentesi su come peter jackson ha reso il rapporto frodo/sam su schermo? Non è un po’ troppo romantico?

    *dico vaga perché da poco mi sono imbattuta per caso in una ff porno su due persone reali ambientata durante un evento reale. Credevo fosse un resoconto dell’evento all’inizio. Orrore.

    1. Ahahah effettivamente hai ragione! La mia, ovviamente, era un’invettiva contro chi non sa scrivere manco sul diario di scuola o ha la fantasia di una capinera e tanto si cimenta in ardimentose rielaborazioni, spesso, a sfondo sessuale.
      Sulla questione porno, comunque, ricordo che internet is for porn 😀

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