The Raid: Redemption

The+RaidUn paio di settimane fa ho recensito The man from nowhere, decisamente un ottimo action movie al pari, e molto simile come trama, a Io vi troverò, con Liam Neeson. Pubblicata quella recensione un mio amico mi ha suggerito di vedere questo The Raid: Redemption, film indonesiano del 2012 diretto da un regista inglese, Gareth Evans, che da alcuni anni vive in Indonesia. Prima di “rimediarlo”, faccio un giro e rete e la prima cosa che trovo è la locandina del film, con al centro una scritta che lo indica come “miglior action movie degli ultimi 10 anni”. Da persona fortemente influenzabile quale sono, mi eccito subito solo per quella scritta e in un battibaleno rimedio il film. Non mi è mai capitato di vedere cinema indonesiano e sinceramente non credevo esistesse. Ci sono questi paesi del mondo nei quali a volte penso non succeda nulla di rilevante. Sì, siamo abituati a vedere cinema americano, inglese, francese, norvegese o tedesco, alcuni si spingono anche a guardare qualcosa di giapponese, cinese o koreano. Ma pensare che anche l’indonesia è un paese prolifico in quanto a film mi sembra ancora strano. Non sono così evoluto come credevo.
Forse complice la regia inglese, però, il film parte con i migliori auspici, nonostante il fastidio che la lingua indonesiana reca alle mie orecchie (ho capito che “bulan” vuol dire “casa”). Molto velocemente la pellicola si trasforma in un bel film, fino a diventare la più grossa figata che i miei occhi abbiano visto.

La trama, come nella migliore tradizione action, è abbastanza semplice. C’è un palazzo di 30 pieni nella periferia di una città. Il palazzo è completamente occupato da un boss locale che lo uso come raffineria di droga. Lo stesso boss ospita a pagamento al suo interno ricercati e criminali, che sfuggono così alla legge. Il palazzo è una fortezza e negli anni molte bande rivale hanno provato ad assediarlo, senza risultato, ma rimanendo tutti uccisi. Una squadra di 20 poliziotti dovrà eseguire un raid nel palazzo e arrestare il boss. Qualcosa di complicato? Non mi pare. All’interno della squadra c’è anche il nostro protagonista, un novellino della polizia, ma addestrato all’uso del Pencak Silat, l’arte marziale indonesiana. Quasi tutti i combattimenti corpo a corpo si basano su questa arte marziale che, se non lo aveste ancora capito, è una figata micidiale.

Ovvio che arrivati al settimo piano, i poliziotti fanno una cazzata micidiale e lasciano andare un bambino che dà l’allarme generale. Le porte vengono chiuse e il palazzo circondato da cecchini che sparano attraverso le finestre. I residenti vengono allertati dal boss, che promette a chi ucciderà i poliziotti una permanenza gratis a vita. Si scatena l’inferno. Sparatorie, esplosioni, combattimenti col machete e a mani nude, spezzamenti di schiene, teste che sbattono sui muri…una cosa da morirci proprio.

The Raid 2A differenza dei tanti action che girano, però, questo ha una particolarità in più. Capita spesso di vedere un combattimento su un film e, se è bello, gasarsi e patteggiare per uno dei due sfidanti. In The Raid Redemption i combattimenti sono tutti belli, quindi ci si gasa per forza, ma c’è dell’altro. In alcuni scontri, quelli un po’ più lunghi, il livello di tensione generato dalla musica di sottofondo, dalla regia, dalle coreografie e dalla velocità con la quale la gente si muove e tira pugni, sale a dismisura. Non mi era mai capitato di sentirmi ansioso durante un film action, ma posso giurare che in alcuni punti si riesce veramente a percepire la tensione o a immedesimarsi nella persona. Nel caso specifico, quando il sergente combatte contro il tappetto col codino e si vede benissimo che non regge il livello dello scontro, mi sentivo in difficoltà io per lui. Riuscivo quasi a capire come deve essere lottare per sopravvivere in una situazione del genere, sapendo che comunque il tuo avversario è molto più forte di te.
Un film che riesce a immedesimarti e a farti provare queste cose sulla pelle è senza dubbio un capalovaro del genere. Ricordo sempre, come feci per The man from nowhere, che si parla di un action movie, non di un film psicologico o di un thriller, quindi se cercate mistero o qualcosa di cervellotico questo non è il film adatto.

Per capire meglio di cosa sto parlando vi lascio il fantasmagorico trailer del film, sperando che ci passa di qui se lo veda al più presto. Purtroppo per la gente comodina il film si rimedia solo sottotitolato (e con qualche errore di scrittura aggiungerei, tipo “a gratis”). Il film, come ipotizzava il mio amico, non è un sequel di un altro film chiamato The Raid, perché The Raid è il titolo internazionale, mentre Redemption è stato aggiunto nella versione per il mercato USA. Per chi invece fosse curioso è prevista per quest’anno l’uscita di un sequel intitolato Berendal, il cui titolo americano dovrebbe essere The Raid: Retaliation. Ancora nessuna release date per questo secondo capitolo, si sa solo che sarà ambientato due ore dopo la fine del primo film.

Annunci

5 pensieri su “The Raid: Redemption”

  1. e adesso ti devi vedere l’episodio di V/H/S 2 diretto dal nostro Gareth. ps grazie della specifica sull’essere o meno un sequel.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...