Pacific Rim

pacific-rim6E alla fine ce l’ho fatta a vedermi sto diavolo di film! C’ho messo due settimane ma l’ho visto, eddai!! Peccato fossi vicino a gente che non capiva di trovarsi in un cinema e non sul divano di casa loro, ma sorvoliamo sull’educazione di certa gente e parliamo di questo colossal coatto. Ovvio che l’espressione “coatto” è usata in senso buono, e non come dispregiativo. Negli ultimi giorni ne ho sentite tante: “E’ come ve lo aspettate” (dichiarazione fuorviante), “E’ stupendo”, “Prendi e porta a casa Micheal Bay” o “Pacific Rim è il miglior film dell’anno”. Dichiarazioni a volte azzardate, a volte veritiere e a volte completamente fuori luogo, ma avremo tempo di analizzare il tutto nel dettaglio. Lasciatemi subito dire che il film mi è piaciuto, e tanto, ma non finisce di sicuro nella mia top 3 personale del 2013. E’ un bel film e lo rivedrei mille volte, ma forse non è il mio genere preferito nonostante tutto. La regia di Del Toro è come sempre eccezionale, la fotografia non stiamo neanche a parlarne perché mette i brividi, le musiche e le atmosfere sono azzeccatissime e la storia è decisamente ben costruita.

Forse i commenti più imbecilli che ho letto on line sono stati quelli che mettevano a confronto questo film con quelli dei Transformer, incitando Bay a prendersela in culo. Ok, i film dei Transformer sono una cagata micidiale e il fatto che ci sia Shia LaBeouf me li rende ancora meno sopportabili (becca su A.!), ma l’errore sta proprio nel mettere a confronto i due film. Uno preso da un cartone animato americano (anche se con una collaborazione nippo), mentre un secondo e più recente palesemente ispirato al genere mecha dell’animazione giapponese.
Sottolineo “palesemente” per i commenti che ho letto prima dell’uscita e che dicevano “La gente vedrà che non è la versione live action di Evangelion”. Giusto non lo è, ma non si può fare a meno di notare analogie con parecchi anime e manga del genere mecha. Pacific_Rim_Main_Trailer_35Mazinga per l’arma sul torace, la spada e la testa che si attacca al corpo, Evangelion per la connessione neurale o drift, che poi aveva anche Voltron se non erro. Il modo di arrivare 1 o 2 alla volta dei nemici ricorda tanto quegli anime dove i robot nemici arrivavano 1 o 2 alla volta sulla terra (sempre a Tokyo) e si svolgeva il combattimento. Attenzione però, non ho detto che Pacific Rim è copiato dai mecha giapponesi, dico che secondo me questo film porta con sè un omaggio di Del Toro al Giappone, sia per il riferimento ai mecha, sia per le scene che ricordano molto i vari attacchi di Godzilla alle città nipponiche. Fatto sta che il collegamento col giappone è dato anche dal nome con cui chiamano queste creature: Kaiju.

header-pacific-rim-epic-wondercon-trailer-unleashes-jaeger-furyIl film parte con un piccolo prologo, che ci informa che anni prima la terra è stata attaccata da un mostro alieno che arrivava da un portale dimensionale piazzato sotto l’oceano pacifico. Il primo mostro è stato abbattuto dopo aver distrutto tre città. A sei mesi di distanza se ne presenta un altro e poi un altro ancora. Gli umani creano i Jaegers, enormi robot alti 80 metri, che devono essere guidati da due piloti con le menti interconnesse dal drift (quasi sempre fratelli, perché più la connessione è profonda meglio funziona). Da anni quindi la Terra vive sotto la protezione dei Jaegers, che ogni tanto abbattono un Kaiju. Protagonista della storia è Raleigh Becket, che con suo fratello guida il jeager Gipsy Danger. In un attacco il fratello rimane ucciso e lui lascia l’esercito. Il progetto jaegers verrà abbandonato e sostituito dal progetto muro della vita (che si rivela poco utile). Intanto i militari si organizzano come una resistenza e radunano gli jeagers rimasti nel mondo, dando nuova vita a Gipsy Danger e al suo pilota, che dovrà trovare un nuovo copilota per portare a termine il piano che salverà il pianeta.

Bella trama e bella scrittura. Il fatto di far partire un film senza doversi sorbire quei 30 minuti in cui la vita scorre normale e poi tutto cambia e alla fine si trova una soluzione, rende tutto più immediato e funziona, lasciando inoltre tempo libero per far vedere altro, come le battaglie fra robottoni e mostroni.

Il cast non è dei più noti e la cosa è un altro punto a suo favore, non c’è nessuno che monopolizza la telecamera e non ci si accanisce a trovare la particolarità di un attore. Ci da un po’ di soddisfazione vedere la presenza di Burn Gorman (Owen Harper di Torchwood) anche se qui gli fanno fare la parte dello scienziato coglioncello e con i capelli orrendi, e anche di Ron Perlman (Hellboy sull’omonimo film, sempre di Del Toro). Per il resto la presenza di una donna giapponese la dice lunga, nuovamente, sull’omaggio che stanno facendo a questo tipo di cultura.

Se vogliamo trovare dei difetti a questo film, proprio per andare a cercare il pelo nell’uovo, potremmo dire che il finale poteva essere reso meglio e che le armi piazzate sui robottoni sono fatte alle cavolo e sono usate peggio dai piloti. Uno ha un cannone laser con tempi di caricamento lunghissimi, uno missili sul petto, un altro lame rotanti al posto delle mani, uno pare niente di niente. Cioè ogni coso c’ha un’arma diversa e poi perché mettergli una sola arma? Che senso ha? Alla fine si scopre che non ne hanno una sola. Nel buon stile dei mecha giapponesi, hanno anche una spada affilatissima, che se la usavano dall’inizio non avrebbero fatto un soldo di danno, perché fa effettivamente più danni delle altre armi che utilizzano.

Il film comunque convince e stupisce. Gli effetti della computer grafica sono eccezionali. Siamo arrivati a un limite fantastico e i robot sembrano veri mentre si muovono in acqua o combattono al centro delle città. E’ un film che va visto a qualsiasi costo se siete fan dei film tamarri e va visto assolutamente anche se non lo siete, perché fortunatamente il film non è solo combattimenti e figaggine. A essere sincero mi aspettavo una cagata pazzesca, non so perché, ma ero poco fiducioso. Invece il film mi ha colpito positivamente. E’ tutto molto credibile ed è tutto molto ben realizzato.

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4 pensieri su “Pacific Rim”

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