L’infanzia e l’amore per i mecha

pacific-rim-gipsy-danger-jaeger-posterCorre l’anno 1988 ed un giovanissimo virgulto un po’ paffutello e con i capelli tagliati attorno a una scodella, scopre quello che per gli anni successivi diventerà la sua divinità: la televisione. Attraverso la scatola magica scopre show e programmi che lo estraneano dal suo mondo fatto di…nulla. Su due canali specifici scopre il suo Eden personale, Super Tre e Odeon Tv, che trasmettevano nelle ore migliori una valanga di cartoni animati fantastici esportati dall’amico nippone (il termine anime a quel tempo era ancora esclusivo della religione cristiana). Rispetto a quelli proposti da Mediaset per donne ed effeminati, questi cartoni avevano qualcosa in più: la violenza totale. L’uomo tigre, i cavalieri dello zodiaco e Ken il guerriero erano solo alcuni dei migliori titoli. Su Odeon passavano Dragon ball almeno 10 anni prima che sulla Mediaset e con la sigla originale giapponese, che era una figata. Poi spesso c’era un tema ricorrente: i roBBottoni (ora diciamo mecha perché ci siamo acculturati). Ce n’erano di tutte le forme e dimensioni, spesso pilotati da ragazzini idioti, e il loro unico scopo era proteggere Tokyo…solo Tokyo (a volte Neo Tokyo), tutti gli altri si fottano. E così il giovane paffutello cresce col mito dei roBBottoni nipponici che tutto possono e un giorno quei giganti se li ritrova pure al cinema.

Evidentemente un altro paffutto uomo era cresciuto anche lui a merendine e roBBottoni e una volta diventato adulto, ha fatto quello che tutti noi avremmo voluto fare, ha girato un film sui roBBottoni degno di essere chiamato tale: Pacific Rim, dove i jaeger combattono contro i Kaiju, da sempre sinonimo di mostro gigante nell’iconografia giapponese.

Dire che Del Toro non si sia ispirato ai mecha giapponesi è abbastanza stupido, anche perché lui stesso ha dichiarato che il film vuole essere un omaggio a quel genere di anime col quale è cresciuto. Ma la vera domanda che ci siamo posti durante il film è: ma i roBBottoni di Pacific Rim sono i più alti mai immaginati? La cippa, è l’ovvia risposta a questa domanda. Nonostante nei cartoni le dimensioni dei roBBottoni cambiassero, abbiamo anche alcuni dati certi dei quali vale la pena elencare. Partiamo subito col dire 1-altezze-Jaeger e altri robotche la domanda, più che durante il film, ha iniziato a circolare quando in rete è apparsa questa infografica che mette il roBBottone di Pacifi Rim a confronto con altre cose, compreso un Eva, Volton, Gundam e quel nano di Optimus Prime…ma di titani di ferro ce ne sono stati un fracco, perché solo questi?

Così vai in giro a cercare le dimensioni di qualche altro roBBottone, per scoprire se ce ne siano di più altri e finalmente li trovi. Ovvio che ne esistano anche di più bassi. Basta nominare Daltanius (quel col leone sul petto) che è alto 56 metri, Goldrake (mai mi abbasserò a chiamarlo Ufo Robot) 30 metri, il Grande Mazinga e Mazinga Z rispettivamente di 25 e 18 metri, fino ad arrivare a Jeeg che fa la figura del tappo con i suoi 10 metri. Poi, però, viene fuori che mica sono tutti così piccoli e qualcuno a Gipsy Danger gli da proprio lezioni di stile. C’è Daikengo che sfiora i 120 metri, stessa cosa per Daitarn 3 (e pensa che è alimentato tutto da energia solare…becca su). In cima poi ci sono i mitici Danguard e Gunbuster che toccano i 200 metri di altezza. Spunta così fuori una nuova infografica con i roBBottoni messi tutti in posa per la foto segnaletica in Questura, sui quali svettano i due giganti appena citati.

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Ma quindi il limite massimo raggiunto dai mecha è di 200 metri? Beh, effettivamente sembrerebbe di sì, ma…ah vi ho fregato. Col piffero che è il limite massimo, quello è ben oltre le aspettative di tutti. Ancora rientranti nel limite delle possibilità galattiche, infatti, ci sono Macross e il Getter Emperor, che arrivano a 1200 metri. Ma tutto ciò non è nulla di fronte alla potenza di Tengen Toppa Guren Ragan (della serie omonima), che stando a quanto riportato nell’anime arriva a un’altezza di 10 milioni di anni luce. Considerando che un anno luce è uguale a 9461 miliardi di chilometri, ne segue che lo spropositato roBBottone sia alto circa 94 miliardi di miliardi di chilometri (miliardo più, miliardo meno). Così grande che, come suggerisce qualcuno on line, dovrebbe avere una sua forza gravitazionale e teoricamente attirare a se e far collassare l’intero universo.

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