Evoluzione zombesca

Thriller-2Da alcuni anni per la gioia e a volta la rabbia degli amanti degli Z-movie, il fenomeno zombie è tornato straordinariamente di moda, sia negli ambienti horror che in quelli più soft. Lo zombie ha una lunga storia alle spalle, anche essendo uno degli ultimissimi mostri apparsi sugli schermi o nei libri. La sua storia, infatti, non è lunga come quella di vampiri o lupi mannari, le cui leggende risalgono all’epoca buia. Lo zombie nasce ufficialmente dalla cultura woo-doo, ma si trasforma per la gioia della cultura pop grazie al Maestro, George A. Romero, che reinterpreta un romanzo di Matheson. Da morto rianimato e privato del cervello, in possesso del suo padrone, lo zombie si trasforma in piaga sociale, capace di uccidere con un solo morso e di far entrare tutti gli infettati tra le loro fila. Riducendo il numero di oppositori, il numero di zombie aumenta. Geniale!

Ma lo zombie, come ogni altra creatura è votata all’evoluzione. Come il Conte Dracula si è prima evoluto in un Papero che beve salsa di pomodoro e alla fine in un seccaticcio che brilla alla luce del sole, così anche gli zombie hanno conosciuto alti e bassi nella loro evoluzione.

dawn-of-the-dead_1384615iPer lunghi anni siamo stati abituati a vedere gli zombie sempre alla stessa maniera: lenti, tenebrosi, in stato di decomposizione e perennemente affamati. Ma alcuni film e libri ci hanno proposto visioni alternative del morto vivente. Alcuni scrittori, tra cui Bradbury e Browne, ci hanno proposto visioni di morti viventi pensanti, che potrebbero integrarsi nella società (se non fosse che puzzano), ma vengono osteggiati e rigettati. Zombie che non hanno la classica “fame” e, presumibilmente, non sono neanche in grado di infettare gli altri. Ma molti esempi di evoluzione arrivano dal cinema. Snyder nel suo remake de L’Alba dei morti viventi è il primo a proporre il concetto di zombie che corrono. La cosa hawwz diviso in due gli amanti degli zombie, fra pro centometristi affamati e contro, e tutt’oggi è un diverbio che tiene banco nei corsi universitari di zom-biologia. Quello su cui tutti concordano nei campus, è che l’evoluzione zombie proposta dal film World War Z è una cagata pazzesca. Non solo corrono, ma si arrampicano uno sull’altro come un formicaio maledetto. Ma de che oh?

Altra evoluzione proposta dal film e dal videogioco Resident Evil, che passa da normalissimi zombie nel classico stile Romero, a gente con i tentacoli che gli escono dalla bocca e altre mutazioni genetiche prive di qualsivoglia significato che non sia la voglia di fare una cazzata.
Discorso diverso per gli zombie di Warm Bodies, che non è che sono proprio zombie. Lenti? c’è. Affamati? c’è. Tenebrosi? diciamo che c’è. Decomposti? Assolutamente no, allora di cosa stiamo parlando?

crossed2Tutto questo per dire cosa? Per dire che le evoluzioni fisiche dello zombie non servono poi a molto. Quello che andrebbe forse rivisto è quello che gli zombie da sempre rappresentano. Gli zombie nascono per rappresentare la deviazione della società umana. L’avrò detto mille volte: una società di gente senza cervello che pensa solo a comprare e mangiare (come espresso benissimo in Zombie di Romero). Ma quella era la società degli anni ’70 e ora? Il consumismo magari è rimasto, ma sono passati 40 anni.

Se oggi dovessimo trovare un corrispettivo agli zombie degli anni ’70, sicuramente ci dirigeremmo verso qualcosa di “meno morto”, come gli infetti del web comic Crossed. Non più morti che tornano in vita, ma infetti che perdono tutte le inibizioni, la morale e il senso di umanità. Esseri umani che uccidono, stuprano e torturano per puro divertimento. I parametri sono simili: si può rimanere infetti con un morso, vogliono ucciderti (a volte anche per mangiarti) e sono tantissimi. Sicuramente una delle evoluzioni più azzeccate dello zombie contemporaneo, pur andando fuori gli schemi dello zombie convenzionale di qualche anno luce.

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