American Horror Story: Asylum – season 2

american_horror_story_inside_asylum-bannerLa mia estate relax continua con la seconda stagione sulle storie dell’orrore made in USA: American Horror Story – Asylum. Seconda serie ambientata, come è facile capire, all’interno di un manicomio, una di quelle classiche case di cura per malati mentali, che fortunatamente da anni sono chiuse e rimpiazzate con strutture (si spera) un po’ più all’avanguardia e umane. A dire la verità non ricordo di aver mai visto nessun horror ambientato in una casa di cura aperta, ma solo storie in manicomi ormai chiusi e mentre lo scrivo mi viene in mente lo splendido Session 9.

Anche stavolta gli sceneggiatori mixano generi dell’horror differenti e se, nella prima stagione, abbiamo visto un mix tra Poltergeist/Amitiville Horror e Rosemary Baby/Omen, in questa seconda stagione gli scrittori hanno deciso di complicare un po’ di più le cose. Matti del manicomio, un serial killer che scuoia le vittime, alieni, possessioni demoniache e un ex dottore nazista che crea mostri a metà fra lo zombie e gli esperimenti del Dottor Morneau. Un po’ troppo cose in ballo? Eh forse sì, anche perché alcune di queste cose non ci vengono minimamente spiegate alla fine del racconto e ci lasciano un po’ in senso di “che cazzo c’entrava?”. La storia principale, infatti, è quella del serial killer, legata a filo doppio con i matti del manicomio e forse la trama poteva anche fermarsi qui o comunque poteva aggiungere il resto ma dando dei riferimenti anche nel finale, invece no, le storie di contorno (chiamiamole così) iniziano e finiscono senza un senso logico.

american-horror-story-asylum-2x09-the-coat-ha-L-1GC_dzFacciamo qualche spoiler in questo capoverso (ho avvertito). La storia della possessione demoniaca, serve a spiegare il comportamento della sexy suora, che passa da idiota candida a perfida puttana, ma la cosa inizia e finisce lì nel giro di 10 episodi. Può ancora starci però. Le cose più assurde infatti riguardano gli alieni, che non si capisce né perché ce l’abbiamo con Kit né perché facciano tutto quello che hanno fatto, ma anche gli zombie/bestie dell’ex SS, che nella prima parte della stagione incuriosiscono non poco lo spettatore, ma a una certa il dottore esce fuori e fa “l’esperimento è finito” e gli spara a tutti…così senza un motivo veramente valido. Attenzione però, tutto serve ai fini della storia e vi si intreccia, ma alcune cose sembrano un po’…forzate, ecco, soprattutto la storia degli alieni.

La parola “horror”, invece, in questa seconda stagione acquista più veridicità rispetto alla prima, anche se ovviamente i cali di tensione ci sono anche qui, ma concentrati quasi tutti negli ultimi due episodi. La scelta di mantenere (quasi) lo stesso cast della prima stagione, invece, è un’idea vincente che da un senso di continuità con la prima stagione. Zachary Quinto è in tutto il suo splendore, mentre Jessica Lange per il secondo anno consecutivo fa mangiare le mani a tutti quelli che non l’hanno più chiamata a recitare, portandosi i suoi oltre 60 anni in una maniera veramente splendida (magari arrivarci tutti così a quell’età).

DarkAngel

La stagione, comunque, nel suo complesso funziona bene, a tratti anche meglio della prima. Non ci resta che aspettare l’autunno per immergerci nel mondo delle streghe con la terza stagione American Horror Story – Coven.

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