Lasciami entrare – John Ajvide Lindqvist

leOltre serie e film, guarda un po’, ho usato queste ferie estive anche per chiudere la lettura di Lasciami Entrare, il libro dell’autore dall’impronunciabile nome svedese. Ancora una volta lo ammetto, ho intrapreso questa lettura a causa del film del 2008 dello svedese Tomas Alfredson (e non del remake del 2010 made in USA ambientato in uno strano New Mexico con la neve). Beh, fatto sta che i due film e il libro sono praticamente identici e, ovviamente, il libro vince su tutti, se non altro per quelle atmosfere e quelle emozioni che da sempre il cinema riesce a diffondere a metà (causa soprattutto dei tagli che si è costretti a fare per ridurre tutto a 2 ore di narrazione).

Una sorprendente storia di vampiri, dove i succhiasangue non sono un fine ma un mezzo per dire altro. La storia è quella di Oskar ed Eli, il primo un dodicenne grassoccio e impiacciato, vittima di bullismo in cerca di un momento di gloria; mentre la seconda è una simil dodicenne (in realtà vampiro nel corpo immortale di una bambina) che sembra averne visto davvero troppe. La vicenda si svolge nella periferia di Stoccolma, una zona descritta nel libro come priva di qualsivoglia fascino e a tratti degradata. Un mondo buio che si accosta alla perfezione sia alla natura del vampiro che alla deludente vita di Oskar.
Quando Eli si trasferisce nella casa accanto a quella di Oskar, tra i due nasce un’amicizia vera e profonda. Una conoscenza che arricchisce entrambi. Oskar diventa più coraggioso nell’affrontare i suoi demoni personali, mentre Eli si arricchisce di sentimenti persi, arrivando a comprendere meglio la sua situazione e a provare pena per le sue vittime, prima meri sconosciuti.

I discorsi tra i due “bambini” si alternano a momenti macabri, come gli omicidi perpetrati da Hakan per procurare il sangue ad Eli o gli stessi delitti della piccola vampira. Mentre il tempo e il sangue scorre, i due ragazzini imparano a conoscersi, a spronarsi l’un l’altro e da bambini diventano due adulti che si affacciano al mondo.

Lasciami Entrare non vuole essere un romanzo horror, né una storia di crescita e scopra dell’altro. Il libro di Lindqvist, infatti, è una storia sul diverso e sull’emarginazione, sull’oscurità e la voglia di emergere che sentiamo quando ci sentiamo da soli. Oskar è vittima dei bulli e passa le sue giornate a casa leggendo fumetti o desiderando di essere qualcun altro. Eli può uscire solo di notte e non ha nessuno, tolto Hakan che dopo tanti anni è diventato più un servo che un compagno. I due sono soli, isolati dal mondo, e nell’oscurità tendono le loro braccia, trovandosi vicendevolmente.

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