R.I.P.D. – poliziotti dall’aldilà

ripd-ripd-ryan-reynoldsCinema colto? Pijatelanderculo! E dopo aver aperto con questo momento finezza estrema, ricordiamo a tutti che sì, il cinema è arte, ma non tutta l’arte è bella. C’è un Salvador Dalì ogni 100 pseudo pittori che dipingono cacca o provano a fare i pittori e c’è un regista buono ogni 100 che fanno cacca. Questo film, ovviamente, fa parte della cacca. Ma non di quella guardabile, che magari ti mette anche un po’ di adrenalina e ti aiuta a prendere sonno con sparatorie e scazzottamenti senza senso, ma di quella che proprio dici “ma perché hanno fatto sto film?”. Tutto questo è R.I.P.D. il nuovo film con Ryan Reynolds, che a una certa ti inizi a chiedere se è lui che rovina i film o gli danno solo parti di merda.

Io punto sulla seconda, perché alla fine Reynolds è un attore che non mi dispiace. Un belloccio con due espressioni, ma quelle due le fa bene. Eppure l’unico film bello che è riuscito a fare è Smockin’Ace che nel suo piccolo è favoloso, per il resto è cacca…poraccio. Il brutto è che l’idea che sta alla base di questo film, presa da un fumetto, non sarebbe neanche malaccio, anzi se sfruttata bene poteva venir fuori un thriller action niente male, peccato che va tutto in vacca già da subito.

La storia è quella di un poliziotto un po’ corrotto e un po’ no, che vuole uscire dal giraccio e per questo lo fanno fuori. Morto, si ritrova nel dipartimento riposa in pace, polizia angelica baby, con il compito di catturare quelli che sfuggono al giudizio finale e si rifugiano sulla terra. Da lì si dipana una storia che coinvolge la sua vecchia vita e, surprise, quello che lo ha ammazzato. Eccetera Eccetera.

ripd_poster-1600x900L’idea, come detto, poteva essere decente se sfruttata bene, invece no. Al posto di thriller action ci troviamo di fronte l’ennessimo film che mischia azione e comicità banale. Un ryan reynolds spaesato in compagna di un Jeff Bridges con del cotton fioc in bocca in stile Marlon Brando, che non si capisce una fottuta parola di quello che dice quando parla (visto in lingua originale). Un cattivo talmente anonimo che anche la sceneggiatura lo tralascia spesso e ci viene mostrato si e no per 10 minuti in tutto il film. Finale pietoso come nella buona tradizione di questo genere di film, che negli anni ’90 avevano ancora un senso, ma ora no. E io continuo a chiedermi come fa Reynolds a incappare ogni volta in queste sceneggiature anni ’90 con uno sviluppo visto e rivisto. Aridatece Axel Foley, riproponete in tv Un poliziotto alle elementari…ma non girate mai più una roba del genere, please.

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4 pensieri su “R.I.P.D. – poliziotti dall’aldilà”

    1. Eh probabilmente sì, ma facendo film così scadenti non credo si facciano così tanti soldi. Ormai anche le masse si sono un po’ svegliate e selezionano un po’ meglio i film che vanno a vedere al cinema…credo

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