La Passione di Cristo VS L’ultima tentazione di Cristo

Quando inizio una nuova rubrica sul blog sono sempre un po’ emozionato. E’ andata così per le prime classifiche (che non sapevo sarebbero diventato un appuntamento fisso del blog) e per quella dei personaggi dell’infanzia. Questa volta mi appresto a iniziare una rubrica un po’ più particolare, creata su consiglio di un amico a cui è piaciuto il blog e alla quale ho lavorato nelle ultime settimane. Ho lavorato perché, come si capisce dal titolo, la rubrica è centrata su un confronto tra film (o registi, fumetti, serie o quel che è) e la cosa non è sinceramente delle più facili. Ho cercato quindi la maniera migliore per approcciarmi a questa nuova rubrica perché è ovvio che non si può mettere a confronto Shining con Harry Potter, ma le sfide vanno un attimo pensate e trovati elementi contingenti. Al termine della sfida, inoltre, non sarà segnato un vincitore e un perdente (cosa comunque molto soggettiva); lo scopo è solo quello di mettere a confronto due opere, magari alla fine consigliando più la visione di una piuttosto che dall’altra e dando spiegazione di questa decisione.

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the-passion-of-the-christ-05La Passione di Cristo. Stranoto e rinoto film firmato da Mel Gibson del 2004, che con un cast di tutto rispetto e una regia impeccabile, ripercorre gli ultimi giorni di vita di Cristo. Il film, interamente girato in Italia, è tutto e dico tutto in aramaico, ebraico e latino. Sottotitolato dall’inizio alla fine, Gibson prova questo audace esperimento filmico e per farlo, visto che alla gente piace poco leggere, fa parlare gli attori il meno possibile. Violento, iconico e volutamente opprimente è una delle migliori interpretazioni del Vangelo finora prodotte.

I-film-più-censurati-della-storia-lultima-tentazione-di-CristoL’ultima tentazione di Cristo. Pellicola meno conosciuta, ma (cazzo) firmata da Martin Scorsese nel 1988. Il film è basato su un romanzo del ’60 del greco Nikos Kazantzakis, che rielabora in maniera piuttosto rilevante tutta la storia di Gesù, nonché il suo martirio finale, rendendo la figura del Cristo più umana e riabilitando quella di Giuda Iscariota. Il film doveva vedere la luce nel 1983, ma una campagna tutta ‘merigana contro il libro considerato blasfemo (gli americani, come sapete, sono matti col botto!) rimanda la produzione di cinque anni. Nel 1988 venne presentato a Venezia, dove fu osteggiato dai soliti integralisti cristiani, in Francia si arrivò anche alla violenza. In Cile, Singapore e Filippine…il film non è ancora circolato…pensa te…

Bene, iniziamo la rubrica con due filmoni di quelli tosti, scelti, ovviamente, perché l’argomento trattato è molto simile e perché entrambi sono stati aspramente criticati dall’unione bigotti mondiali: il primo per l’eccessiva violenza e il secondo per aver reso il Cristo così umano e, quindi, pieno di dubbi e insicurezze.
Punto forte del film di Gibson sono sicuramente le splendide atmosfere e la realtà aumentata dall’uso di una lingua così antica, che rendono il film veramente coinvolgente nonostante, come già detto, quel senso di oppressione che lo domina dall’inizio alla fine. Il punto debole di questo film, però, è il punto forte del suo competitore: l’originalità. Ovvio che la storia di Gesù narrata dai vangeli sia nota e stranota, ma quella messa in campo dal film di Scorsese trascende questo concetto. Il grande punto di forza, infatti, sta proprio nella trama pesantemente modificata, nel suo protagonista inizialmente dubbioso e poi furente contro i Romani, al punto che torna dai 40 giorni nel deserto imbracciando un’ascia, fino al suo splendido finale, a quell’ultima tentazione che tanto ha fatto infuriare i cattolici e che secondo me avrebbe dovuto estasiarli. Perché considerare Gesù un essere perfetto quando possiamo considerarlo più umano? A quale uomo, messo in croce per un ideale di cui non è del tutto convinto, non farebbe piacere la visita di un angelo che gli dice che era stata tutta una prova e ora può tornare a fare la sua vita?
Nonostante la bellezza de La Passione di Cristo, infatti, la mia scelta finale ricade su L’ultima tentazione di Cristo, che riesce a dare a questa storia narrata un milione di volte un tocco di originalità superlativo, sia per l’aspetto umano sia per la grande storia di amicizia tra il Nazzareno e Giuda Iscariota.

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7 pensieri riguardo “La Passione di Cristo VS L’ultima tentazione di Cristo”

  1. belli entrambi..molto diversi ma molto belli! Uno indaga la vera natura umana di Cristo..l’altro mostra la dura realtà della crocifissione!
    Da una parte l’indagine di Scorzese..dall’altra la veridicità cruenta di Gibson..difficile scelta..bella rubrica!

    1. Azzo star trek contro star wars è tosta, soprattutto perché mi attirerei le ire dei trekkers, visto che io sono un fan di star wars 🙂
      La rubrica non è facilissima, comunque, e trovare gli abbinamenti giusti è la cosa più tosta 🙂

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