Under the dome – season finale

under-the-dome-curtains-season-finaleIeri il pilota di una nuova serie tv, oggi l’ultima puntata della prima stagione di un’altra. Torniamo quindi a parlare per la terza volta di Under The Dome, la serie prodotta da Spielberg e tratta da un romanzo di Stephen King. Le prime due volte che ho parlato di questa serie, non l’ho fatto in termini entusiastici. Sarà perché le serie prodotte da Spielberg negli ultimi anni sono state uno schifo dietro l’altro o perché lo stesso King ha ammesso, come se fosse una cosa positiva, che il romanzo da cui è tratta lo aveva messo in cantina da tanto tempo e solo ultimamente l’ha riesumato, modificato e pubblicato…scarti di magazzino quindi. In realtà le mie critiche erano dovute, soprattutto ai personaggi che affollano questa serie e alla sua sciatta realizzazione sul campo.

Per chi non se lo ricordasse Under the Dome è la serie che sembra il film dei Simpson, quella con il cuPPolone che cade sopra la città e fa rimanere tutti bloccati all’interno. Al contrario di tante serie tv, dove il tempo scorre come nella vita reale e ogni puntata è più o meno una settimana, qui le puntate rappresentano i giorni. 13 puntate equivale quindi a 13 giorni sotto la fottuta cupola (under the fucking dome).
Chi ha seguito la serie ha visto accadere di tutto in 13 giorni: rivolte, sparatorie, apparizioni, crisi idriche, gente che spunta dal nulla e dichiara di essere sempre stata lì. Insomma, un macello. La storia è andata avanti, svelando qualche mistero e creandone di nuovi, proprio come fanno le serie tv vere…evidentemente qualcosa Spielberg deve averlo imparato in questi anni, ma quello che non gli è entrato in testa secondo me è come si fa un finale di stagione.

Il season finale deve essere qualcosa di memorabile, intenso e che ti lascia col fiato sospeso. Un grosso cliffhanger fino alla prossima stagione…qualcosa che crei hype. Intendiamoci non che il finale sia moscio, ma è veramente realizzato in maniera sciatta. Finalmente negli ultimi secondi vediamo le tante attese “stelle rosa” che ci tormentano l’anima dalla prima puntata e l’effetto è un po’ quello della deliranza del Cappellaio Matto di Tim Burton…ma che è sta roba?!? Di misteri ne vengono svelati pochi e attraverso un sistema che sembra dire “oh che volete, non sapevamo come farla spiegare sta cosa e ci siamo inventati questo”. A metà puntata infatti, un ologramma appare di fronte ai mitici quattro, svelando tra le righe che la cupola è stata fatta calare su Chester’s Mill da una civiltà superiore e per un non meglio definito scopo. L’ologramma svela qualche mistero qui e là e dice che la cupola è stata messa per proteggere la città. Alla domanda “da che?”, l’ologramma che è segretamente in combutta con Spielberg risponde “Tutto a tempo debito”…bel cazzo di lavoro.

UNDER-THE-DOME-EGGE’ un vero peccato comunque, perché la seconda metà della serie era stata piuttosto avvincente, ma nell’ultima puntata siamo tornati alla tristezza dell’inizio e anche i personaggi, che avevano subito un grosso miglioramento, sono tornati gli idioti teste vuote che erano nella prima puntata tornando a fare cose senza senso per occupare il tempo.
Più ci penso, comunque, e più questo finale di stagione mi ricorda quello di Falling Skie, che ho odiato tantissimo sempre per colpa dei personaggi, ma anche della scrittura sciatta e trasandata. Lasciamo stagionare la serie un annetto e vediamo che ne esce fuori il prossimo maggio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...