La fine del mondo

the-worlds-end-simon-pegg-nick-frost-martin-freeman1Si è conclusa con questo film la fantastica Trilogia del Cornetto. Tre film assolutamente scollegati tra loro, se non per il fatto di avere sempre gli stessi due protagonisti (Simon Pegg e Nick Frost) e ovviamente lo stesso regista (Edgar Wrigth). Hot Fuzz, Shaun of the dead e questo The Word’s End sono il trittico che compone la triolgia del cornetto, denominata in questo modo perché in ogni film compare il solito Cornetto da Algida nelle mani di uno dei protagonisti. Film comici a tratti demenziali e molto molto british, con una conclusione che a parer mio poteva essere migliore, data la qualità dei primi due film.

Senza titolo-2Se in Hot Fuzz abbiamo visto la lotta di due poliziotti in una cittadina rurale dell’Inghilterra e in Shaun of the dead abbiamo assistito a una particolare invasione zombie, in questo ultimo capitolo vediamo la rimpatriata di un gruppo di amici che non tornavano nella loro città natale da 30 anni, data in cui avevano tentato il “miglio d’orato”, ovvero il giro di tutti i 12 pub della città con una pinta a ogni tappa. Il gruppo torna in città cresciuto e cambiato, fatta eccezione per Gary King (Pegg) che sembra essere rimasto un 18enne dentro. Tenteranno ancora di percorrere il miglio, ma presto si renderanno conto che in città è cambiato qualcosa e le persone sono diventate un po’ più particolari.

Una storia di invasione aliena quindi per coronare la Trilogia partita con uno z-movie e un poliziesco. Una storia sicuramente divertente e ben scritta, ma che manca di quei lampi di genio che hanno caratterizzato i primi due film. Sicuramente non ci sono momenti epici come quando in Shaun of the dead viene picchiato lo zombie con le stecche da biliardo a tempo con “don’t stop me now” dei Queen e non ci sono momenti esaltanti come la battaglia finale di Hot Fuzz. E’ un film che ha un po’ di difficoltà a partire inizialmente, si riprende quando la storia inizia ad avere un senso per lo spettatore, ma non offre mai un momento veramente esaltante, se non quando Nick Frost armato di sgabelli inizia a far partire le teste degli alieni robotici. Divertenti, ma non sempre intuitive, le citazioni inserite nel film come quella a Ultimatum alla Terra o ai viaggi di Ulisse all’interno del Pub Mermaid.

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Attenzione, però, il film non è brutto, al contrario è bello e divertente, solamente non è all’altezza dei due che l’hanno preceduto. Sicuramente una commedia d’azione divertente e che ha i suoi momenti di qualità, ma di certo siamo ben distanti dalle risate e dalla perfezione dei primi due capitoli, nonostante Rotten Tomatoes lo collochi solo 1 punto percentuale sotto agli altri due (91%, 91%, 90%…per prendere un 90% su Rotten Tomatoes vuol dire che non è affatto male).
Wright, comunque, si conferma un regista con le palle e uno sceneggiatore altrettanto abile. Nella sua carriera, infatti, oltre a questa Trilogia troviamo anche lo stupendo Scott Pilgrim vs The World e sono sicuro che presto tornerà a stupirci con qualcosa di altrettanto nerd e bellissimo.

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