Endhiran a.k.a. il Terminator/Matrix indiano

rajinikanth endhiran movie high quality aishwarya raiLa vita a volte ti sorprende con delle perle cinematografiche che non ti aspetti. Film così assurdi e posticci che non ce la fai a dirgli “ma che è ‘sto schifo?”, puoi solo volergli bene e dire “io l’ho visto” visto con fierezza assoluta. Il capolavoro del pattume in questione arriva dall’India, secondo paese maggior produttore di cinema dopo gli States. Confesso di essere ignorantissimo in materia di cinema indiano e forse questo è il primo che vedo. Ad ostacolarmi ci sono tutti i pezzetti in musical che hanno reso famosa Bollywood, ma questo film mi ha dato l’occasione di conoscere qualcosa del cinema indiano che prima mi era ignota e non sospettavo neanche. In India esistono 114 lingue differenti a seconda delle regioni e dei ceti sociali: i film vengono prodotti in 30 lingue diverse e ogni filone ha la sua specifica denominazione. Il più famoso è il già citato Bollywood, in cui danza e musica sono caratteristiche fondamentali, e che appartiene agli esponenti della lingua hindi e urdu. Questo Endhiran, invece, è stato prodotto dal filone della lingua tamil, chiamato Kollywood di cui fanno parte i maggiori successi del cinema indiano…e questo Endhiran, che è qualcosa che ti dico levati. Ho faticato tanto a trovare questo film e relativi sottotitoli, ma appena aperto la prima cosa che ho notato è stata la durata: TRE ore…ma che mi devi dire in tre ore? Andiamo a scoprirlo (vi avverto, io ve lo racconto tutto perché non resisto e perché non si può parlare di spoiler con roba del genere)

Cioè dai...ma come si fa???
Cioè dai…ma come si fa???

La nostra storia parte con il Dottor Vasegaraan, uno scienziato non meglio specificato che pare sia dotto in ogni campo dall’ingegneria robotica alla filosofia e con un ciuffo così parruccoso che non riesci neanche a crederci che glielo abbiano messo in testa. Il nostro sta lavorando da ben dieci anni sul suo progetto di un robot umanoide e per portarlo a termine ignora tutto, compresa la sua ragazza che è la più grossa pheega che l’India abbia mai partorito (nonché Miss Mondo nel 1994). Dopo un duro lavoro, però, il Dottore ce la fa e tira fuori un androide a metà tra quello di Io, Robot e quello de L’Uomo Bicentenario, solo che ha i labbroni da indiano. Il robot può fare tutto: ballare, combattere, correre velocissimo, cucinare benissimo, attirare a se gli oggetti metalicci, scansionare la roba e altre cose incredibili. Per farlo sembrare più umano, però, gli viene applicato un mascherone di silicone guarda caso uguale alla faccia di Vasegaraan (è ovviamente interpretato dallo stesso attore). Il Robot, che si presenta a tutti come “robot”, viene poi chiamato Chitti…che dice: che minchia di nome è per un robot? T800, Wall-E, numero 5, Ed209…questi sono nomi da robot, non Chitti!

Da qui il film parte come una commediola leggera, che ricalca le orme del Frankestein di Mary Shelley (anche se dubito che gli sceneggiatori se ne siano resi conto). Chitti viene portato nel mondo, che vive con gli occhi di un bambino…un bambino saccente e vestito con un maglione a collo alto, ma sempre un bambino. Viene presentato a una conferenza a caso, dove Vasegaraan riceve una standing ovation. Alla conferenza è presente anche il Dottor Bora, mentore di Vasegaraan dall’aria loschissima, che cerca di carpire i segreti del robot. Subito dopo ci viene mostrato che anche Bora sta cercando di costruire un androide, con scarsi risultati. Chitti viene poi portato all’AIRD per essere approvato dal comitato scientifico, in modo che il suo creatore possa donarlo all’esercito. Qui ci viene spiegato che Chitti non è costruito secondo le regole di Asimov sulla robotica, perché deve poter uccidere degli uomini in guerra. Bora, presidente della commissione, bocca l’androide perché durante una prova stava per pugnalare il suo creatore.

Da notare il parruccone di lui, ma soprattutto da notare lei!
Da notare il parruccone di lui, ma soprattutto da notare lei!

Chitti, infatti, non ha dei sentimenti e non capisce il concetto di giusto o sbagliato. Mentre tornano a casa, però, beccano un palazzo in fiamme e Chitti corre a salvare le genti intrappolate. Il dramma si consuma lì, quando Chitti salva una ragazza che stava facendo il bagno e la porta fuori dalle fiamme nuda. La giovane scappa via dalla folla al grido di “sono stata umiliata” (ma cristo, volevi morire bruciata?) e viene investita a uccisa da un camion di passaggio (giuro che mentre ti sganasci dalle risate, arriva sta scena e ci rimani malissimo). Vasegaraan vuole quindi insegnare le emozioni a Chitti e lo fa scrivendo roba sui muri e sul pavimento. Quando pensa di aver fallito, Chitti si arrabbia, dimostrando di avere delle emozioni. Ma i guai non sono finiti: un’amica di Sana (la pheega di prima) sta per partorire ma il feto è girato e i medici dicono che solo uno dei due può vivere. Ma no problema signori, arriva Chitti che due dichiarazioni buttate là sconvolge il primario tanto da portarsi la mano alla bocca. Il robot toccando la pancia della donna, gira il feto e mostra tutto via wireless in mondovisione. Bora si decide ad approvare Chitti, che nel frattempo si è però innamorato di Sana e tenta di conquistarla. Falliti i suoi tentativi di abbordaggio da discoteca, Chitti ci rimane dimmerda e alla prova con l’esercito si comporta da fru fru. Vasegaraan su tutte le furie con la sua creatura, gli si avventa contro con un’accetta, lo smembra e lo getta nell’indifferenziata (terribile!!).

Intanto scopriamo che Bora ha promesso 100 robot kamikaze a un terrorista che parla tedesco e ha un cognome inglese. L’amore tra Vasegaraan e Sana va avanti e i due decidono di sposarsi, illustrandoci le bizzarre usanze indiane per il fidanzamento: fatto a casa con un’orda paurosa di invitati e un contratto nero su bianco che se sgarri sono cazzi. Bora, scoperto che Chitti è stato distrutto ne recupera le membra, lo ricostruisce e gli inserisce un chip rosso che lo rende distruttivo. Il robot interrompe le nozze e porta via Sana, sparando al padre di Vasegaraan. Da qui il film subisce una trasformazione: da commediola leggera a thriller fantascienzo in meno di 4 secondi. Chitti è una furia: ammazza gli sbirri, solleva le macchine, rapina le gioiellerie…un macello guarda. La polizia, giustamente, va a casa di Vasegaraan che crede sia tutta colpa di Bora, ma quando vanno a casa di quest’ultimo lo trovano morto, ucciso da Chitti che intanto aveva costruito copie di se stesso. L’esercito prende il controllo dell’AIRD, dove crea la base operativa e tiene prigioniera Sana.
La mente mai placa del Dottor Vasegaraan ha un piano e cambiando parrucchino e togliendosi la barba si mimetizza con uno dei tanti Chitti della base per salvare Sana. Il piano funziona a metà e viene sgamato. Da qui in avanti iniziano 20 minuti di film veramente assurdi, nei quali l’esercito dei Chitti grazie al magnetismo si trasforma in: una palla che spara, un parallelepipedo, un muro, un rotolo, un tappeto, un’asta della cuccagna, un serpente e infine un megazord. Vasegaraan riesce a creare un virus per annullare il magnetismo e li stacca, poi cattura con un magnete il Chitti originale, con il quale distrugge gli altri robot. Il Dottore viene accusato per i centinaia di morti che la sua creatura ha causato, ma sarà proprio Chitti a scagionarlo, facendo ricadere la colpa sul defunto Bora. La corte, comunque, chiede lo smantellamento di Chitti, che in un finale lacrimevole si smonta da solo.

Come fai a non amarlo???

Cristo quant’era lungo…ma dopotutto erano TRE ore di film, intermezzato anche da quattro-cinque video musicali inutili e irritanti (uno dei quali senza alcun motivo girato a Machu Picchu in Perù). Che dire? Il film è un capolavoro trash e se siete arrivati a leggere fino a qui, invece di correre a rimediarlo, vuol dire che non avete capito la potenza dell’indianità che scorre in questa pellicola. Se non siete ancora convinti, però, vi lascio questo video qua sotto che vi farà di sicuro cambiare idea.

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