American Horror Story: Coven – middle season

American-Horror-Story-Coven-Taissa-FarmigaAnche questa terza stagione di AHS è arrivata a metà con il settimo episodio mandato in onda ieri sera su FX. Una terza stagione che sta dando veramente parecchie soddisfazioni, fino a questo momento molto superiore alle due serie precedenti del brand. L’idea alla base stessa di AHS è a dir poco geniale: ogni serie è autoconclusiva e tratta sempre argomenti diversi, rimettendo in campo però gli stessi (o quasi) attori delle precedenti. Delle miniserie inglobate in un’unico filone con un elemento in comune, l’horror. Se due anni fa si era iniziato con le case stregate e l’anno scorso si è andati avanti con manicomi e serial killer, questo è l’anno delle streghe. Un tema che, dico la verità, non mi aveva incuriosito più di tanto, perché sin da subito si era capito che le streghe sarebbero state le protagoniste e non l’elemento horror in sé. Convinzione che ho stata subito rigirata da questa prima ondata di episodi, tutti bellissimi, tutti carichi e, per una volta, con un po’ di sano horror dentro. Nonostante le storie fossero tipiche dell’horror, infatti, le serie precedenti non facevano molta presa sulla paura, almeno non quanto questa.

American-Horror-Story-Coven-Boy-PartsProtagonista di questa nuova serie è Zoey (Taissa Farmiga), che scopre di avere un inusuale potere: uccidere gli uomini facendo sesso con loro. Scoperto il suo potere viene portata in un collegio a New Orleans dove vengono cresciute ed educate streghe. Un tempo fiorente e pieno di giovani maghe, ora la casata è spoglia e solo quattro streghette la abitano, oltre al custode Sparling e alla direttrice Cordelia (Sarah Paulson), figlia della Superma (Jessica Lange) la strega più potente che appare una volta per generazione. Partita come semplice storia fra streghe, la trama si infittisce quando si riaccende la faida fra le discendenti di Salem e le praticanti del voodoo, una lotta chiusa decenni prima. La guerra viene riaperta dalla stessa Suprema, che ossessionata dal suo invecchiare, riesuma il corpo ancora vivo di Delphine LaLaurie (Kathy Bates), inquietante nobildonna del 18esimo secolo che torturava la sua famiglia e soprattutto i suoi schiavi di colore e condannata a passare l’eternità in una bara da un rito voodoo. Altri elementi si aggiungono poi alla storia, come Kyle il ragazzo amato da Zoey e morte in un incidente, che viene riportato in vita, ma che ancora vaga in uno stato di confusione.

Una serie si conferma ottima, ma che aggiunge anche qualcosa in più rispetto alle due precedenti stagioni. Se prima, infatti, qualche elemento sembrava inserito solo per far filare la storia, qui questo non avviene. Una delle più grandi pecche della seconda stagione, infatti, era proprio la grande massa di elementi inseriti per far quadrare le cose: manicomi, serial killer, alieni, nazisti, mostri, possessioni demoniache…veramente troppe cose, alcune delle quali non venivano per nulla spiegate perché utili solo a far incastrare un puzzle altrimenti troppo complesso. In questo Coven, invece, le cose possono essere tutte ricondotte alla stregoneria e al voodoo: zombie, gente che resuscita, minotauri, immortalità, presenze e incantesimi hanno tutte lo stesso filo conduttore, le arti oscure.

Di quella che invece sembrava iniziata come una guerra su due fronti, si prospetta un’ulteriore evoluzione. Anche all’interno della congrega, infatti, ci si prepara a una guerra del potere interna, combattuta tra la Suprema e le altre streghe. L’introduzione del cacciatore di streghe, inoltre, potrebbe dare una svolta interessante all’intera storia. Una storia molto bella finora, con forse un’unica pecca, quella che sembra non andare mai avanti, ma cristallizzarsi in alcuni punti e a volte rendere il tutto molto lento. Staremo a vedere cosa accadrà nella seconda parte della serie, sicuro che nelle ultime battute ci sarà un velocizzarsi degli eventi speriamo non troppo frenetico.

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