Don Jon

don-jon-scarlett-johansson-joseph-gordon-levitt-recensioneSesso, amore, erotismo. Tre cose spesso confuse tra loro ma che in realtà non sono la stessa cosa. Sono su tre piani differenti e hanno tre scopi differenti. Spesso si intrecciano, si aggrovigliano, rendendoci difficile comprendere tra l’una e l’altra, ma rimangono comunque separate e distinte. E’ il tema centrale su cui si fonda tutto il film Don Jon, prima fatica dietro la macchina da presa del giovane e talentuoso Joseph Gordon-Levitt, che l’anno scorso spuntava come i funghi ovunque (solo nel 2012 è apparso in quattro film, in uno dei quali era il protagonista, Looper), ma a me piace più ricordarlo per lo splendido 500 giorni insieme, in cui recitava al fianco della bellissima Zooey Deschanel. E se ci si pensa bene questo suo Don Jon non è così lontano da quel film, molti temi sono simili, a volte la somiglianza appare netta…Don Jon è la versione hard core di 500 giorni insieme, dai.

Il giovane Jon è un italo americano perso nel suo stereotipo, soprannominato dagli amici Don Jon in omaggio alla sua italianità e alla sua capacità di portarsi a letto una donna con il solo sguardo. Sesso, pulizia della casa, auto, famiglia, chiesa, palestra e pornografia sono tutto il suo mondo, ma il porno vince su tutto. Jon è convinto che un film porno sia meglio del sesso e nulla può fargli cambiare idea. Ogni sera va a letto con una ragazza diversa, una più bella dell’altra, ma non è soddisfatto. Data la frettolosa superficialità dei rapporti, ne trae scarse soddisfazione, sessualmente parlando, e così in un nefasto circolo vizioso torna al porno che lo diverte molto di più, senza costringerlo a recite fastidiose. Un giorno conosce Barbara (Scarlett Johansson), una donna bella come non ne aveva mai viste. Ma la ragazza non è una che si concede al primo colpo, né al secondo o al terzo. E così Jon cambia per lei. Inizia una relazione, ma non abbandona mai i porno, neanche dopo essersela portata al letto. Intrappolato nella morsa, la salvezza e la luce per Jon può arrivare da una liberale signora (Julianne Moore) che forse può indirizzarlo sulla strada giusta.

hero_DonJon-2013-1L’esordio di Gordon-Levitt alla regia è veramente scoppiettante. Un film eclettico dove la critica per la società moderna arrivare a toccare vette inaspettata: la fisicità, la superficialità e la sessualità umana, ma anche la forte critica verso la famiglia americana medio borghese e la chiesa cattolica, dipinta come priva di umanità, spenta nei suoi dogmi e nelle sue procedure standard. Un film dove il politically correct è illusorio e l’amore romantico resta dov’è il suo posto: nei film strappalacrime. Esilaranti, infatti, le comparsate di Channing Tatoom e Anne Hathaway nel film d’amore che Jon e Barbara vedono al cinema. Interessantissimo, invece, il personaggio di Barbara completamente speculare a quello di Jon. Anche lei è infatti un’analfabeta sentimentale e sessuale nella sua incarnazione della mean girl, quella che crede all’amore cinematografico e usa il sesso a scopo manipolatorio per portare l’uomo a fare quello che vuole lei, ovvero a formare una famiglia e fecondare uova. Se Jon dal Don-Jon-4canto suo vede le donne solo come tette e culo, Barbara non è diversa. Entrambi ossessionati del proprio corpo, perché questa è la cosa più importante nel vuoto intellettuale della loro vita, come bene si mostra prima dei titoli di testa in una carrellata della peggiore pubblicità sessista, i due non possono trovare un punto d’incontro.

I due personaggi sono l’emblema della superficialità. L’uomo palestrato che fa sfoggio del suo fisico per rimorchiare e vantasti con gli amici e la donna principessa, così presa dalla sua vita perfetta, da non rendersi conto che la realtà è tutt’altra cosa. Ma se il primo, grazie al naufragio della loro storia e a un piccolo aiuto esterno, riesce ad evolversi in una persona vera che capisce che il sesso non è una strada a senso unico ma un do ut des fisico e mentale, la seconda rimane aggrappata alla sua superficialità della sua vita, al suo universo rosa caramella dal quale guardare gli altri dall’alto in basso.
Il film, però, non è la commediuccia americana con l’arrivo di un nuovo e più significativo amore per Jon. Il lieto fine per lui arriva attraverso la consapevolezza che nella vita c’è di più del sesso a senso unico e della pornografia on line. Il sesso viene rivalutato da semplice atto convulso, ma senza moralizzarlo o dover per forza associare la parola sesso a quella di amore. Come dicevo all’inizio, sono cose diverse.

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