Frozen

primo-piano-personaggi-frozen-il-regno-di-ghiaccioSiamo quasi alla fine dell’anno, siamo tutti più buoni per via del Natale e più stanchi a causa dei salti mortali costretti a fare durante questo periodo per organizzare e fare tutto. Quello che esce al cinema in questo periodo dell’anno per un buon 80% è cacca: e sto ovviamente parlando dei vari film a tema natalizio fra cui quello con Abbatantuono, quello con DeSica e ovviamente quello e di Pieraccioni. Inutile nascondersi dietro un dito e far finta di nulla…sta roba è merda pura, scritta da gente che pensa di far ridere nello stile degli anni ’90 e recitata da gente che pensa di far ridere. Qualche bel film, però, esce anche in questo periodo e un modo per trovare un po’ di pace nelle sale dei cinema c’è sempre. Dopo il bel I sogni segreti di Walter Mitty, infatti, durante il giorno di Natale mi sono concesso anche questo Frozen, ennesimo (53esimo per la precisione) cartone animato della Disney, che al di là delle aspettative iniziali si è rivelato un film abbastanza piacevole e divertente nelle sue quasi due ore di durata.

L’originalità ha come sempre poco a che fare con il mondo Disney e, sebbene questo cartone sembri dal trailer una versione di Raperonzolo con la neve, la storia è tratta molto liberamente da una poco conosciuta fiaba del solito Hans Christian Andersen, La regina delle nevi. La storia si svolge nell’antica Scandinavia, dove Elsa e Anna sono due sorelle figlie della famiglia reale di Arendelle. Elsa, però, è nata con un potere speciale: quello di dominare il ghiaccio e crearlo. Mentre gioca con Anna, però, la colpisce per errore alla testa. La famiglia reale si reca dai troll, che salvano la bambina, eliminando tutti i ricordi che ha del potere della sorella. Elsa si isola per non nuocere ad Anna e cerca di imparare, con scarsi risultati, a controllare il suo potere che cresce insieme a lei. Alla morte della famiglia reale, Elsa viene incoronata regina, mentre Anna sembra trovare l’uomo giusto da sposare nel Principe Hans, ma proprio quel giorno il potere di Elsa sembra essere incontrollabile e fa arrivare l’inverno in piena estate. Elsa si rifugia sulle montagne, dove crea un imponente castello di ghiaccio, mentre Anna parte alla sua ricerca, aiutata dal burbero Kristoff e dalla sua renna Sven.

FROZENDisney prende la fiaba di Andersen e la rielabora in maniera più semplice, alla portata di tutti. Se il favolista, infatti, nasconde messaggi qui e là durante la storia, in Frozen il messaggio è chiaro e lampante a tutti nel finale: l’amore scalda il cuore. Nulla di più semplice e immediato, nulla di più vero. La storia è fondamentalmente il racconto di vita di due sorelle, Elsa e Anna, da bambine unitissime e poi separate dagli eventi. Due donne con caratteri all’opposto: Anna è solare e ottimista, cerca il contatto con le persone ed è portata a fidarsi di loro; Elsa al contrario, provata dal fardello del destino, è pessimista e tende a stare da sola, non si fida di nessuno, neanche di lei stessa. Alla fin fine, però, quando questi due caratteri così diversi si incontrano, si capisce che fondamentalmente hanno bisogno della stessa cosa: l’una dell’altra.

Sul versante tecnico, le animazioni e il design sono impressionanti. Un passo in avanti notevole per la Disney, che riesce a rendere morbida alla vista la neve del paesaggio. Le rifrazioni luminose e le animazioni in generale sono splendide, anche considerando le varie acconciature non troppo semplici delle due protagoniste. Per quanto mi riguarda l’unico elemento di disturbo del film è stato Olaf, il pupazzo di neve parlante. Per quanto simpatico e divertente, infatti, Olaf non porta nulla di concreto alla storia…in sostanza non fa nulla se non battutine. Sembra, infatti, che ormai in qualsiasi cartone animato dell’era moderna ci debba essere forzatamente una “spalla” in stile Ciuchino di Shrek, il cui unico compito è far ridere. L’asinello dell’orco, però, qualcosa di utile durante i tre film lo ha sempre fatto, mentre questo pupazzo di neve parlante ha veramente poca affinità con il resto della storia.

Se volete un po’ rilassarvi, sentire qualche canzonetta carina Disney style e non preoccuparvi troppo di dover capire il film, Frozen è un’ottima scelta nel periodo natalizio. Consiglio, però, di andare al cinema in compagnia di una persona facile al pianto come ho fatto io, che ogni 10 minuti mi giravo per rimirare il volto costantemente commosso della ragazza accanto…così tanto per farmi due risate 🙂

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