47 Ronin

keanu_reeves_in_47_ronin-wideEra da qualche anno che si parlava insistentemente di questo film, eppure la distribuzione continuava inesorabilmente a essere ritardata. Durante lo scorso Natale, però, il film ha visto la luce in America, mentre da noi arriverà a metà marzo. Nonostante il regista sia al suo primo lavoro e nonostante la presenza come protagonista di Keanu Reeves, infatti, la pellicola prometteva molto bene. La storia di 47 Ronin è ispirata, infatti, a fatti realmente accaduti in Giappone agli inizi del 1700. In quegli anni un gruppo di quarantasette ronin (samurai senza padrone) hanno vendicato la morte del loro daimyo, che aveva praticato il seppuku per aver aggredito il maestro di protocollo dello shogun, che lo aveva offeso. In Giappone la storia di questi ronin è piuttosto famosa e ogni anno vengono celebrati come eroi, visto che hanno rispettato a pieno i principi del bushido. La storia è stata narrata tante volte in libri o film, sempre con un aspetto differente, ma questa pellicola è forse l’unica a dichiarare esplicitamente l’ispirazione iniziale.

La trama ricalca le orme della storia realmente accaduta, ma proiettando il tutto in un Giappone feudale in chiave fantasy, nel quale dimorano streghe, demoni e mostri. Protagonista della vicenda è il mezzosangue Kai, salvato dalla morte dal daimyo e innamorato della figlia dello stesso, ma respinto da tutti gli altri. Durante un torneo il daimyo viene stregato e attenta alla vita di un suo pari, Kira. Per questo motivo lo shogun lo invita a togliersi la vita. Morto il signore di quelle terre i suoi samurai divengono ronin, mentre la figlia viene costretta a distanza di un anno a sposarsi con Kira e unire le due province. A un anno dalla morte del signore, però, i ronin e il mezzosangue torneranno per chiedere vendetta.

47-Ronin-OfficialIl film in sostanza non è né carne né pesce, nel senso che non è brutto, ma neanche bello…sta nel mezzo. La sua forza sta nella velocità narrativa: i tempi morti praticamente non ci sono e le cose da fare per arrivare alla conclusione sono tante. Il punto debole, invece, è nel fatto che non ha assolutamente colpi di scena e la storia fila dritta come te la immagini già dall’inizio. Molti elementi che potevano approfonditi per dare spessore al film, vengono invece passati con nonchalance o evitati del tutto (come il samurai alto un paio di metri e lo scontro epico che già mi ero immaginato, che invece si risolve in un nulla di fatto). L’immersione nel mondo fantasy nipponico funziona piuttosto bene e, sinceramente, avrei incentrato la pellicola un po’ più su questi aspetti. In definitiva il film è guardabile, anche se da parer mio non ci spenderei mai i soldi per il cinema, ma se vi piacciono le leggende giapponesi e le katane che tagliano di tutto allora potete guardarlo con grane tranquillità.

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