Capitan America: the winter soldier – senza spoiler

rs_560x415-131024111419-1024.captain-america-2La Disney iniziata anni fa con i cartoni animati di quel fascio di Topolino, negli ultimi anni sta fagocitando qualsiasi cosa sia in grado di far soldi. Come una sorta di Pac Man in versione aziendale, sbuca fuori dagli angoli per mangiarsi tutto e ogni tanto trova qualche ciliegia che lo rende in grado di mangiarsi anche cose che prima facevano paura. Così è stato per la Casa delle idee, la Marvel, che anni fa è stata assorbita dalla Disney portandogli in seno un senso di protagonismo che neanche ci si andava a pensare. Nasce così il lungo e laborioso progetto di portare i supereroi al cinema in una maniera mai vista finora: con un programma strutturato. Si è partiti con la fase uno, il cui capofila fu Iron man, fino al suo culmine con The Avengers. Ora in piena fase due la Marvel tira fuori questo Capitan America: the winter soldier, che è stato forse il miglior film realizzato su questo filone fino a questo momento.

Perché il migliore? Perché finalmente vengono abbattute quelle immagini caricaturali del supereroe che si sono viste finora e si passa a una fase più adulta del progetto. Il secondo capitolo del brand Capitan America, ci mostra un SuperSoldato più simile a quello fumettistico, che si interroga su qual è il suo scopo nel mondo moderno, che spesso per amore del suo senso di giustizia sceglie di venire meno alle direttive che il Governo Americano gli impone e agire da eroe, più che da soldato. Ci ritroviamo con un Capitan America, agente dello SHIELD (con indosso il costume che nel fumetto Cap indossa dopo Dark Reign, quando è capo dello SHIELD e leader dei Vendicatori Segreti) ma sempre titubante sul modo con cui l’agenzia porta avanti i suoi scopi, fino a un totale ribaltamento dei ruoli quando torna a farsi minacciosa l’Hydra che fu del Teschio Rosso.

captain-america-winter-soldier-trailer-image-43La fase due della Marvel è quasi finita (manca ad agosto I guardi della Galassia che, per come la vedo io, si inserisce più nella fase tre che in quella attuale) e gli studios danno prova di saper realizzare un action movie supereroistico (per non usare il solito cinecomics) veramente degno di nota. L’introduzione di nuovi e meno conosciuti personaggi dell’universo Marvel è l’ennesima riprova del megalavoro che si sta portando avanti. Ovviamente per chi conosce un minimo le storie dei fumetti, conoscere l’identità del Soldato d’Inverno non è una sorpresona (anzi), ma la sua presenza e quella di Falcon nel cast sono sicuramente da stimolo per il futuro. La Marvel ci sta riservando delle sorprese importanti e, sinceramente, sono sempre più dispiaciuto che alcuni brand (X-men, Spiderman, F4) siano stati venduti o condivisi con altre case di produzione, perché il futuro filmico poteva essere ancora più avvincente.
In conclusione: questo secondo Capitan America è un film veramente ben realizzato, adrenalinico e coinvolgente, capace di far diventare simpatico anche un personaggio che non ho mai trovato tale (lo stesso Cap).

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5 pensieri riguardo “Capitan America: the winter soldier – senza spoiler”

  1. Già con Thor 2 secondo me si palesata la fase 2 di cui parli qui e che hai brillantemente illustrato.
    Io lo andrò a vedere domani sera, ti farò sapere il mio giudizio presto!

  2. Di film sui supereroi me ne piacciono pochi, e “Captain America: The Winter Soldier” non è tra questi: l’ho trovato un po’ troppo piatto e paradossalmente un po’ lontano dalle tematiche “esagerate” da supereroi; più simile ad un normale action che ad un superhero-comic-movie.
    Penso anche che questo film sia quasi più in stile DC che Marvel, ma è come se (mia opinione ovviamente) avessero cercato di copiare una cosa senza sapere bene come farla.
    Insomma in poche parole sono una persona arida che di questo film salva solo l’highlander Redford XD

    1. In realtà dici qualcosa di molto giusto. Si sa che i film marvel sono quelli esagerati, mentre quelli dc sono tormentati. In questo cap hanno diminuito l’esagerazione e alzato il tormento, nulla di più giusto. Cap alla fine viene da un altro tempo ed è giusto che rispetto ad altri e con quello che ha vissuto sia più tormentato. Uscire dalla “festicciola” marvel, come la definirebbe Ortolani, è un segno di maturità per me e un passo verso un futuro filmico più concreto.

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