X men: giorni di un futuro passato

hugh-jackman-stars-in-final-trailer-for-x-men-days-of-future-past-watch-now-161013-a-1397628564Tornano al cinema i mutanti della Marvel e torna alla regia Bryan Singer, il primo ad averli portati sullo schermo cinematografò ben 14 anni fa. Singer ha infatti diretto i primi due capitoli della saga filmica degli X men, passata poi di mano in mano a gente che mentalmente non è riuscita ad arrivare al concetto di “continuity” fra i film o quanto meno di senso logico fra ciò che viene detto in un film e ciò che si dovrebbe dire nel successivo per rispettare una consequenzialità. Dopo aver fatto errori logici di tutti i generi (che vedremo prossimamente in un articolo tutto suo), la saga dei mutanti ritrova il suo regista originale, sceso in campo per cercare di dare un senso logico alle mille vaccate e fatti contraddittori raccontati nella sua assenza…ce l’avrà fatta il nostro eroe? Beh, in parte sì e in parte no, anche se nel frattempo anche lui ha creato un paio di errori di continuità strada facendo. Ma vediamo il film.

Ci troviamo in uno dei possibili futuri della Terra, nel quale i mutanti vengono presi di mira e rinchiusi in campi di concentramento o uccisi. I pochi mutanti ancora a piede libero si nascondono ovunque dalle Sentinelle degli umani, in grado di rilevare la presenza del gene X. Le Sentinelle hanno il potere di adattarsi ai poteri dei vari mutanti e congegnare strategie per eliminarli, derivati dal potere di shapeshifter di Mystica, che nel 1973 uccise Bolivar Trask, inventore delle Sentinelle, e diede l’input per la “caccia mutante” scatenatasi circa 50 anni dopo. Per salvarsi gli X men mandano indietro nel tempo la coscienza di Wolverine nel suo corpo degli anni ’70 per fermare Mystica con l’aiuto del Professor X e di Magneto giovani.

X_Men_Days_Future_Past_13838031568400I fatti narrati si svolgono a una decina d’anni di distanza dal film X men: l’inizio (Singer stesso ha dichiarato che non avrebbe tenuto in considerazione il film X men origins: Wolverine…e così siamo capaci tutti, visto che le maggiori incongruenze ce l’ha proprio con questo titolo) dove ritroviamo i personaggi principali di quella pellicola, mentre nel futuro ritroviamo molti personaggi già visti nei primi tre film della saga, con qualche nuova aggiunta fortunatamente presa dai fumetti (il Warpath presentato nel film è veramente demotivante…un ragazzino esile e bruttino, mentre quello fumettistico è un vero e proprio colosso che fa a pugni con gli orsi). La pellicola è forse, ad oggi, la più riuscita della saga: ottime le scene d’azione, incalzante la trama e tutto sommato un buon intrattenimento, purtroppo un po’ al di sotto di quello che gli odierni cinecomics ci hanno insegnato ad apprezzare.Alcune scelte di produzione rimangono piuttosto opinabili: prima fra tutti quell’orrido Quicksilver, qui interpretato da Evan Peters di AHS, vestito non si sa come e con dei capelli che dire posticci è un complimento, per non parlare di una nuova abilità sviluppata da Kitty Pryde (come? quando?) che definirla forzata è un’eufemismo.

Una delle immagini più note della saga fumettistica
Una delle immagini più note della saga fumettistica

La pellicola è ispirata, almeno dal titolo, al lavoro di Chris Claremont e della sua famosa saga sugli X men. A differenza del fumetto, però, a tornare indietro con la mente è la stessa Kitty Pryde, che si insedia nel suo corpo da 18enne, mentre la sua coscienza giovanile viene spedita nel suo corpo da adulta. I fatti sono molto simile, anche se le differenze ci sono e tante, ma lo scopo del viaggio nel tempo è sempre quello: salvare la razza mutante dall’estinzione. Il film risolve alcuni buchi di trama dei suoi predecessori, mentre altri vengono lasciati in disparte perché veramente non si saprebbe come raddrizzarli. Tutto questo andirivieni, inoltre, ha il potere di riscrivere la storia e quindi di far rivivere alcuni personaggi (usarono la stessa furbata malandrina in Fringe), ergo X men: conflitto finale possiamo anche smettere di considerarlo, visto che di fatto è stato cancellato dai registri.

Torno infine a ripete che la pellicola non è male, anzi è piuttosto divertente, se avete colto dell’amarezza nella recensione è solo perché avrei voluto vedere una versione cinematografica più attinente all’universo fumettistico o quantomeno con meno buchi di trama durante la saga (mi sarebbe bastato anche solo questo).

Scena extra: com’è tradizione dei cinecomics ormai, non poteva mancare la scena dopo i titoli (dopo TUTTI i titoli), nella quale vediamo una folla nel deserto che si prostra di fronte a un uomo su una collina con le braccia alzate. L’uomo, dalla pelle bianca e le labbra blu, sta costruendo una piramide usando dei poteri di telecinesi e ci troviamo, ovviamente, nell’antico Egitto. Per chi non avesse seguito i fumetti, ci troviamo di fronte ad Apocalypse, uno dei mutanti più potenti e antichi (è anche nella lista dei 10 marvel villain più fighi) e preannuncia il film già annunciato per il 2016 X men: Age of Apocalypse).

Easter egg: verso il finale del film Pietro Maximoff/Quicksilver guarda Magneto (il padre) in tv in compagnia di una piccolissima Wanda/Scarlet Witch
Easter egg: verso il finale del film Pietro Maximoff/Quicksilver guarda Magneto (il padre) in tv in compagnia di una piccolissima Wanda/Scarlet Witch
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4 pensieri su “X men: giorni di un futuro passato”

  1. Ecco, il mio timore principale è proprio questo: rimanere deluso nel confronto con l’opera di Claremont così drammatica e pregna di oscuro pessimismo….ma prima o poi mi farò forza ed entrerò in sala.

  2. A me questo film è piaciuto molto (se hai tempo e voglia di leggere la mia recensione mi farebbe molto piacere un confronto), e anche se ho letto il relativo fumetto e le differenze sono parecchie, considerando la versione cartacea solo come un'”ispirazione” penso che le modifiche del film non siano state male per il ritmo narrativo.
    Sono già in attesa di Apocalisse ^^

    1. Infatti credo che nella saga x men questo sia il più riuscito. Le uniche cose che nn ho molto apprezzato sono state Quicksilver (orrido, anche se simpatico) e Warpath (troppo distante da quello fumettistico)

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