Doctor Who – season 8 finale

doctor_who_restaur_3010688bPoco prima che iniziasse (o poco dopo essere iniziata) questa ottava stagione avevo fatto un pezzo sul blog che spiegava, in maniera “empirica”, perché Russel T. Davies fosse migliore di Steven Moffat. Al termine di questa ottava stagione, quel post prende potenza e la differenza tra i due showrunner diventa improvvisamente palese a tutti. Dodici episodi abbastanza mediocri hanno segnato l’ottava stagione di Doctor Who, non tutti da buttare certo, ma in linea complessiva abbastanza sotto tono. Alcuni giustificano il tutto dicendo che questa season serviva solamente a presentare il dodicesimo Dottore…beh, ma ci devi sprecare una stagione intera per farlo? Devi obbligatoriamente fare delle puntate con il pathos sotto le scarpe per presentare i nuovi lati del protagonista? Io non credo o almeno finora non era mai successo. Per quanto odiassi l’interpretazione di Matt Smith, la sua prima stagione è stata avventurosa e folgorante, mentre questa – con la presenza di un attore che adoro e che ha interpretato un ottimo Dottore – è stato veramente sotto le aspettative.

Episodi bruciati o di poca levatura in questa ottava stagione, che fortunatamente è stata arricchita anche da un due o tre puntate degne di note, come la bellissima Listen (che rimane un po’ incompiuta, forse la nona stagione ci porterà un finale), Mummy on the Orient Express e Flatline. Il doppio episodio conclusivo parte bene con Dark Water, che fa salire un po’ di tensione grazie alla morte di Danny Pink e all’arrivo di Missy aka il Maestro in versione donna, ma poi tracolla con la conclusione troppo veloce e rattoppata. Non può un personaggio come il Maestro essere rappresentato così alla buona, non si può proprio.

doctor-who-season-8-cybermen-620x370Il problema principale, però, sta alla base: la mancanza di emozioni. Le sceneggiature non riescono a trasmettere pathos e la serie ne perde, nonostante le belle performance di Capaldi. Complice del disastro anche una companion non all’altezza della situazione…da sempre. Clara Oswald, da sempre presentata come la compagna ribelle – quelle che dice che “all’esterno è più piccolo” – è stata un fallimento, utile solo a introdurre il War Doctor nella passata stagione. A Natale fortunatamente se ne andrà. L’unico spunto positivo introdotto da questo finale di stagione, comunque, lo troviamo nel finale, quando il Dottore va a controllare se Gallifrey sia veramente tornato al suo posto come ha detto il Maestro. Ovviamente stava mentendo e la reazione emotiva del Dottore ha qualcosa di straordinario…sempre grazie a Capaldi. Un po’ meno bella la scena finale che introduce lo speciale natalizio, nella quale Babbo Natale entra nel Tardis…e vi giuro che volevo uccidere qualcuno per ‘sta cosa.
Vi lascio comunque al trailer dello speciale di Natale, sperando che Clara e Steven Moffat vengono fatti fuori dal mostro che si intravede.

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2 pensieri riguardo “Doctor Who – season 8 finale”

  1. Ho finito di vedere la serie l’altra settimana e in tutta sincerità da quando Doctor Who è ripartito, questa è la prima stagione che tutto sommato, mi ha deluso e non tanto nel cambio di dottore (evento sempre traumatico, per chi segue la serie e ama il Dottore) ma per le storie raccontate in questa ottava stagione (ne salvo due, forse tre) non mi hanno preso per niente, poi c’è la mancanza assoluta, di personaggi storici del dottore, che si sono volatilizzati, mi manca anche la musica che accompagnava i momenti clou del Dottore, insomma questa nuova ripartenza mi ha deluso, l’unica cosa che non mi ha deluso è Peter Capaldi già apprezzato anche in Torchwood ….lui è il Dottore che richiama alla mente, nei modi di fare e nei modi di rispondere, il primo Dottore e questa è una bella cosa, anche perchè l’infantilismo di Mat Smith mi aveva un po’ stancato….ora ripongo la mia fiducia nella nona serie…sperem

    1. La penso esattamente come te Andrea. In questi giorni ho rivisto la serie in italiano e veramente si sente la mancanza di un qualcosa, qualcosa che ha reso grande questa serie. Mi piace puntare il dito contro Moffat e dico chiaramente che, secondo me, la colpa è nelle sue scarse capacità di showrunner. Moffat è uno che va bene negli episodi singoli, ma che quando deve gestire stagioni intere si perde un po’. Basta confrontare le stagioni dirette da Davies (nelle quali Moffat scriveva episodi singoli) e quelle attuali per vedere la grande differenza d’approccio

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