Noi e la Giulia

noigiuliaSpesso e volentieri, quando si parla di cinema italiano, si tende a fare di tutto un fascio. Evidentemente, vedendo le cose che escono quasi settimanalmente al cinema e che spesso fanno notevoli incassi, si può pensare che il cinema italiano produca solo cacca. Film comici di una bassezza incredibile, con battute scandalosamente brutte, o ancora film “seri” che riescono quasi a far più ridere di quelli comici. Eppure da qualche anno il cinema italiano ha iniziato a rialzare la testa, a farsi vedere per quello che era un tempo. Nell’ambito della commedia, ritroviamo un po’ quello spirito che si respirava tra il ’50 e il ’60 in Italia. Quel cinema comico che ha fatto la storia d’Italia in tempi passati e che è poi stato rovinato dai cosiddetti “allievi” di quegli stessi registi. Ora una nuova generazione di registi, che non è stata allevata direttamente da quei registi sta riprendendo in mano quel lavoro.

Noi e la Giulia è la storia di tre estranei che, delusi dalle loro vite lavorative, decidono di aprire insieme un agriturismo al Sud. A loro si unisce presto Sergio (Claudio Amendola), militante dei centri sociali e creditore di qualche migliaio di euro da parte di Fausto (Edoardo Leo), ed Elisa (Anna Foglietta) che dopo essere stata mollata all’altare ha intrapreso una vita “eccentrica”. Il gruppo arriverà presto a fare i conti con la mafia e il pizzo da pagare per fare impresa, reclamato non solo dalla locale famiglia, ma anche dalle forze dell’ordine locali che chiudono un occhio in cambio di qualche favore. I protagonisti cercheranno in tutti i modi di opporsi a questa prassi del tutto italiana, anche con l’aiuto di uno degli “scagnozzi” del malaffare.

noi-e-la-giulia-edoardo-leo-trailer-ufficiale-newsTerzo lavoro da regista per Edoardo Leo, che si è fatto conoscere l’anno scorso come protagonista di Smetto Quando Voglio, uno dei film che mi ha restituito la fiducia nel cinema italiano. Torna quindi quella comicità sana, mista al dramma – in questo caso quello del pizzo, della difficoltà di fare impresa e della malavita italiana. Torna la commedia all’italiana, dolce e amara nello stesso tempo. Capace di far fare grandi risate, senza usare quei sotterfugi della volgarità ai quali l’Italia ci ha abituati da tanto tempo. Un nuovo gruppo di attori e giovani registi si è quindi riunito e ha iniziato a sfornare un cinema di migliore qualità. Mi chiedo se anche negli altri generi potremmo assistere a una tale rivalutazione del cinema italiano, senza quindi limitarci al solito filone comico, che dopo un po’ stanca…ammettiamolo.
Il film è comunque molto buono: regia, fotografia e musica sono sincronizzate e vanno di pari passo nel raccontare la storia. Anche il finale del film non sfocia nel surreale, ma si tiene ben saldo con i piedi per terra. Un film di denuncia sociale con il sorriso in bocca.

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